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Sondaggi: un ko umiliante e il dato clamoroso su Giorgia meloni. Terremoto politico

Forza Italia davanti a Futuro Nazionale, stabili Verdi e Sinistra

Tra gli altri partiti del centrodestra, Forza Italia sale al 7,6%. Il dato consente alla formazione di collocarsi leggermente sopra Futuro Nazionale e ben oltre la Lega nella graduatoria indicata dal sondaggio. Anche in questo caso si tratta di una variazione da leggere con prudenza, ma il risultato conferma una presenza significativa del partito nell’alleanza guidata da Fratelli d’Italia.

Nell’area dell’opposizione, Alleanza Verdi e Sinistra resta al 6,2%. La stabilità del dato mantiene la lista su una soglia rilevante nel confronto tra le forze non appartenenti al governo. Il suo risultato si aggiunge a quello del Pd e del Movimento 5 Stelle, delineando una composizione dell’opposizione ancora articolata e caratterizzata da priorità politiche non sempre coincidenti.

Le altre formazioni registrano leggere diminuzioni: Azione è indicata al 2,8%, Italia Viva al 2,4% e Più Europa all’1,7%. Le percentuali restano distanti da quelle dei partiti principali, ma possono essere importanti nel quadro di accordi elettorali e nella definizione di proposte comuni. Per queste forze, la capacità di distinguersi nel dibattito pubblico continua a essere un elemento decisivo.

La somma dei dati mostra quindi uno scenario nel quale non si registra un terremoto nei consensi, ma emergono segnali interni da non trascurare. La crescita di Fratelli d’Italia, la stabilità del Pd, la lieve frenata del M5S e soprattutto il calo della Lega sono gli elementi più evidenti di una rilevazione che conferma la frammentazione dell’offerta politica.

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Fiducia in Giorgia Meloni in aumento, ma prevale la sfiducia

Sul fronte della popolarità dei leader, il dato più rilevante riguarda Giorgia Meloni. La fiducia nella presidente del Consiglio sale al 39,3%, con un incremento di 2,8 punti. La percentuale comprende il 23,7% degli intervistati che dichiara di avere “molta” fiducia e il 15,6% che afferma di averne “abbastanza”.

L’aumento rappresenta un segnale positivo per la premier, in un momento nel quale l’esecutivo è chiamato a sostenere le proprie misure e a mantenere coesa la maggioranza. La fiducia nei leader, tuttavia, è un indicatore distinto dalle intenzioni di voto: può riflettere la percezione dell’azione di governo e della figura istituzionale, ma non coincide necessariamente con la scelta elettorale.

Il dato va inoltre letto insieme all’altra parte della rilevazione. La sfiducia complessiva nell’operato della presidente del Consiglio resta oltre il 60%. In particolare, il 51,1% degli intervistati dichiara di non avere alcuna fiducia nell’azione del governo. La crescita della fiducia, dunque, non cancella la presenza di un’ampia quota di cittadini critici nei confronti dell’esecutivo.

La situazione restituisce un quadro doppio: Meloni rafforza il proprio consenso personale e Fratelli d’Italia conserva la leadership tra i partiti, mentre la maggioranza deve fare i conti con le difficoltà della Lega e con una sfiducia ancora maggioritaria verso il governo. I prossimi rilevamenti chiariranno se questi movimenti rappresentino una tendenza destinata a consolidarsi oppure un passaggio legato alla fase politica attuale.

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