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Sondaggio Lega, risultato nettissimo! Ecco chi è il leader preferito degli italiani

Leadership e scenari di voto: l’impatto di un cambio al vertice

Un aspetto rilevante del sondaggio riguarda le possibili conseguenze di un cambio di guida nel partito. Se la leadership della Lega passasse nelle mani di Vannacci, solo il 10% degli italiani si dichiarerebbe più propenso a votare Lega, mentre il 27% ridurrebbe la propria disponibilità. Al contrario, se a guidare il partito fosse Zaia, il 23% sarebbe più incline a votare Lega, a fronte di un calo di disponibilità limitato all’8%. Questi dati suggeriscono che Zaia potrebbe rappresentare una risorsa preziosa per ampliare il consenso della Lega, grazie a una maggiore capacità di attrarre elettori anche fuori dal tradizionale alveo del centrodestra. Vannacci, invece, risulterebbe una figura più polarizzante, con un effetto potenzialmente negativo sul bacino elettorale complessivo.

Nel dettaglio, il consenso potenziale di Vannacci si concentra nel centrodestra, dove il 21% degli intervistati lo considera un possibile leader, ma scende all’8% nel Campo largo. Zaia raccoglie invece il 29% delle preferenze nel centrodestra e il 28% nel Campo largo, confermandosi come l’esponente più equilibrato e capace di superare le barriere ideologiche. Il sondaggio offre così uno spaccato interessante sulle strategie future del partito e sulle possibili ripercussioni di eventuali cambi al vertice, con impatti diretti sulla propensione al voto e sulla capacità di allargare il proprio bacino elettorale.

Grafico della distribuzione territoriale della fiducia nei leader della Lega
Tabella del consenso potenziale per i leader della Lega in diversi scenari

Confronto con gli altri leader nazionali: il quadro politico allargato

Il sondaggio YouTrend per Sky TG24 ha esteso il confronto anche agli altri principali leader nazionali. Nel Campo largo, il 43% degli intervistati si dice pronto a votare per Giuseppe Conte, attuale leader del Movimento 5 Stelle. Segue Elly Schlein, segretaria del Partito Democratico, con il 29% delle preferenze, mentre la sindaca di Genova Silvia Salis ottiene il 28%. Questi dati dimostrano come la fiducia personale e la notorietà rappresentino due dimensioni diverse, entrambe fondamentali per il successo delle strategie elettorali. L’analisi evidenzia inoltre che, nonostante il radicamento territoriale dei leader della Lega, la competizione si gioca anche sulla capacità di interpretare le esigenze di un elettorato sempre più fluido e meno legato alle appartenenze tradizionali. La popolarità di Conte e Schlein mostra infatti quanto sia importante per ogni partito saper attrarre anche i cosiddetti “indecisi” o i delusi dalle formazioni storiche.

La presenza di figure come Salis, pur meno note a livello nazionale, segnala infine l’emergere di nuovi protagonisti in grado di insidiare le posizioni consolidate dei leader più esperti, spingendo i partiti a rinnovare costantemente le proprie proposte e strategie comunicative. In questo contesto, la Lega dovrà valutare attentamente quale profilo di leadership sia più adatto a intercettare le nuove sensibilità dell’elettorato, senza perdere il proprio radicamento storico. L’indagine condotta da YouTrend mette in evidenza la dualità tra notorietà e fiducia nei leader della Lega. Mentre Matteo Salvini resta il volto più conosciuto, Luca Zaia si distingue per il livello di fiducia personale, risultando il leader più apprezzato e trasversale. Roberto Vannacci, invece, rappresenta la figura più divisiva, capace di rafforzare la base ma meno di ampliare il consenso.

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