La complessità del caso ha prodotto una lunga sequenza di verifiche giudiziarie. Tra le vicende più rilevanti vi è stato il procedimento nei confronti di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise, imputata con l’accusa di sequestro di persona. Jessica Pulizzi è stata assolta e la Corte di Cassazione, nel 2017, ha reso definitiva l’assoluzione. La decisione ha chiuso quel procedimento, ma non ha fornito una spiegazione conclusiva della sparizione.
Il procedimento giudiziario e la riapertura delle indagini
L’assenza di una ricostruzione definitiva ha lasciato aperti molti interrogativi. Nel 2021 la Procura di Marsala ha disposto la riapertura delle indagini, riesaminando atti, dichiarazioni e alcuni elementi che erano emersi fin dall’avvio dell’inchiesta. L’obiettivo era valutare se vi fossero aspetti meritevoli di ulteriori approfondimenti dopo molti anni dalla scomparsa.
Al termine delle verifiche, tuttavia, non sarebbero emersi elementi sufficienti per formulare nuove contestazioni o individuare responsabilità penali. Nel dicembre 2021 è arrivata l’archiviazione, un passaggio giudiziario che non ha risolto il mistero sulla sorte della bambina. Per la famiglia, la ricerca della verità è proseguita anche dopo la chiusura di quel fascicolo.
Il nome di Denise Pipitone continua quindi a essere al centro di richieste di approfondimento. Nel 2023, alla Camera, è stata presentata una proposta per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta dedicata al caso. L’iniziativa puntava a esaminare il materiale raccolto nel tempo e a ripercorrere i momenti principali di un’indagine segnata da molte piste e da un’esposizione mediatica molto ampia.
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