L’accusa: smembramento e occultamento del corpo
In aula è stato ricostruito anche il contesto domestico in cui sarebbe avvenuta l’uccisione. Secondo l’accusa, Izabela sarebbe stata aggredita all’interno dell’abitazione e, una volta uccisa, il corpo sarebbe stato legato con le gambe piegate e bloccate con nastro isolante, in una posizione descritta come «un pollo».
Il cadavere sarebbe stato poi fatto a pezzi e sepolto nella fossa scavata in giardino, sopra la quale sarebbero stati gettati materiali edilizi e cemento per creare una superficie uniforme e non sospetta.

Il profilo dell’imputata e la linea difensiva
Anna Podedworna nega ogni addebito. In aula è apparsa con felpa grigia e occhiali neri, assistita da un interprete. È accusata di omicidio, occultamento di cadavere e perversione del corso della giustizia per un arco temporale che va dal 27 agosto 2010 al 2 giugno 2025.
Il pubblico ministero Gordon Aspden KC ha sottolineato come la precedente esperienza lavorativa dell’imputata come macellaia possa aver facilitato uno smembramento particolarmente accurato. È stato inoltre evidenziato come, dopo la scomparsa di Izabela, la donna abbia continuato una vita apparentemente normale, tra lavoro, nuove relazioni e figli.
Dalla Polonia all’Inghilterra, fino alla scomparsa
Izabela Zablocka era originaria di Trzebiatow, nel nord della Polonia. Nel 2009 si era trasferita nel Regno Unito con Anna Podedworna, stabilendosi a Derby. Manteneva contatti regolari con la famiglia fino al 28 agosto 2010, data dell’ultima chiamata certa.
Dopo quel giorno, il silenzio totale. La famiglia aveva denunciato la scomparsa e sollecitato ricerche per anni, senza risultati. La figlia di Izabela, cresciuta senza risposte, ha continuato nel tempo a cercare informazioni sul destino della madre, contribuendo a mantenere viva l’attenzione sul caso fino alla svolta giudiziaria.