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“Sono italiana e femminista!”. La sorella di Salim esplode: è polemica

Centro di salute mentale di Castelfranco Emilia: la presa in carico dal 2019

Il nome di Salim El Koudri risulterebbe presente nei registri del centro di salute mentale di Castelfranco Emilia dal novembre 2019. In quella fase iniziale, avrebbe riferito sintomi come ansia, insonnia e tachicardia, oltre alla percezione di voci durante la notte.

Gli specialisti avrebbero quindi formulato una diagnosi di disturbo schizoide della personalità associato a un episodio psicotico transitorio, avviando una terapia farmacologica e un percorso di supporto clinico.

Le cure e l’interruzione del percorso nel 2024

Secondo quanto riportato, il centro lo avrebbe seguito per anni con continuità, registrando circa trenta accessi tra visite e controlli terapeutici. I sanitari lo avrebbero descritto come fragile ma non aggressivo, senza segnali specifici di violenza verso altri.

Il percorso assistenziale si sarebbe interrotto nel febbraio 2024. Dopo tale data, i tentativi di ricontatto da parte degli operatori non avrebbero avuto esito. Dall’Ausl di Modena è stato ricordato che la prosecuzione delle cure dipende dalla disponibilità del paziente, salvo situazioni che richiedano trattamenti obbligatori.

Attacco a Modena: immagine collegata alle indagini su Salim El Koudri

Interrogatorio: il silenzio davanti al gip

Davanti al gip, Salim El Koudri avrebbe scelto di non rispondere alle domande, limitandosi a fornire i codici di sblocco del telefono cellulare. Non sarebbero state rese dichiarazioni utili a ricostruire in dettaglio quanto accaduto.

La difesa ha chiesto un approfondimento psichiatrico prima di ulteriori interrogatori. Il giudice avrebbe disposto un periodo di osservazione clinica in carcere.

Indagini della procura: accertamenti su lucidità e motivazioni

La procura prosegue gli accertamenti per chiarire se l’attacco sia stato compiuto con lucidità e premeditazione o in una condizione di grave alterazione psicologica. La difesa, secondo quanto riferito, escluderebbe al momento motivazioni terroristiche o religiose.

La posizione della famiglia

Nel frattempo, la famiglia ha riferito di vivere una fase di forte difficoltà. La sorella ha dichiarato di voler incontrare Salim, pur ammettendo di non sapere in che modo riuscirà a guardarlo dopo quanto accaduto.

La vicenda di Modena resta al centro dell’attenzione, con sviluppi che riguardano sia il profilo giudiziario sia gli aspetti personali e sanitari emersi dalle ricostruzioni disponibili.

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