
Un attacco missilistico ha colpito nelle ultime ore la base italiana di Camp Singara, all’interno del perimetro dell’aeroporto internazionale di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Secondo quanto riferito dalle autorità, non si registrano vittime né feriti: il personale presente, circa 300 militari tra Esercito e Carabinieri impiegati anche come istruttori, ha seguito le procedure di emergenza riparandosi nei bunker. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha mantenuto contatti con il comando sul posto per seguire l’evoluzione della situazione; i danni risultano contenuti, mentre il livello di allerta resta elevato.

Attacco alla base italiana di Erbil: ricostruzione e prime verifiche
Le informazioni disponibili nelle ore successive indicano che l’azione non è stata rivendicata ufficialmente. Le verifiche tecniche sono in corso per determinare con maggiore precisione la provenienza del vettore e la dinamica del lancio, compresa la possibilità che l’obiettivo fosse il complesso aeroportuale nel suo insieme, dove operano anche forze della coalizione internazionale.
In questa fase, l’attenzione degli investigatori e delle fonti di sicurezza si concentra sull’area in cui sono attive le milizie filo-iraniane, spesso citate in relazione ad attacchi con missili e droni nel quadrante iracheno. Resta inoltre oggetto di accertamento se il lancio sia riconducibile a gruppi armati locali oppure a un’azione con un diverso livello di coordinamento.


Reazioni del governo: Tajani definisce l’episodio “totalmente inaccettabile”
Sul piano politico, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha commentato l’accaduto definendolo “totalmente inaccettabile”, ribadendo la priorità attribuita alla sicurezza dei militari italiani impegnati all’estero. Le autorità italiane seguono gli sviluppi in raccordo con i comandi sul terreno e con i partner della coalizione.
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