Testimonianze sotto esame e versioni “troppo coincidenti”
Giovedì 16 aprile è stata ascoltata nuovamente Laura Di Vita, cugina del marito Gianni, che avrebbe ospitato madre e figlia. La sua audizione rientra nella verifica delle dichiarazioni raccolte nelle prime fasi dell’inchiesta e nell’esigenza di chiarire ogni passaggio. La ripetizione degli interrogatori, in contesti come questo, serve a fissare con precisione dettagli che a distanza di tempo possono risultare confusi o incompleti.
Il lavoro investigativo, riportato anche da indiscrezioni di Libero quotidiano, si fonda in gran parte sulla comparazione dei racconti. Non potendo più esaminare i resti dei pasti, le dichiarazioni di chi ha condiviso momenti e tavola con le vittime diventano un elemento centrale per ricostruire la sequenza degli eventi e valutare la compatibilità dei tempi.
In questo contesto, alcune dichiarazioni sarebbero state giudicate dagli inquirenti “eccessivamente coincidenti”. La frase, così come riferita, descrive un livello di sovrapposizione tra versioni diverse ritenuto meritevole di approfondimento. L’obiettivo è comprendere se l’allineamento sia frutto di ricordi simili di un episodio realmente accaduto nello stesso modo o se, al contrario, sia necessario verificare ulteriormente per escludere ricostruzioni non spontanee.

Il ruolo del Centro antiveleni di Pavia
Un passaggio considerato determinante sarà la relazione del Centro antiveleni di Pavia. Il documento dovrà contribuire a definire i profili tecnico-scientifici della vicenda, in particolare sui tempi di esposizione e sulle modalità di assunzione della sostanza riscontrata. In indagini di questo tipo, l’analisi tossicologica e la valutazione medica sono decisive per stabilire compatibilità temporali tra consumo/contatto e insorgenza dei sintomi.
Gli esperti dovranno chiarire se l’eventuale assunzione sia compatibile con una contaminazione alimentare, con un’esposizione avvenuta in un momento specifico o con più episodi ravvicinati. Inoltre, la relazione potrà offrire indicazioni sui livelli rilevati e sulla loro possibile correlazione con il decorso clinico che ha portato ai decessi della madre e della figlia.
Una ricostruzione ancora aperta
Al momento, la linea temporale principale resta quella compresa tra il 23 dicembre e la finestra dei decessi, tra il 27 e il 28 dicembre. In mezzo, per gli investigatori, vi è la necessità di ricostruire con rigore: dove si trovassero le vittime, con chi siano state, quali alimenti abbiano consumato e se vi siano stati episodi anomali o segnali compatibili con un’intossicazione.
Il quadro complessivo resta complesso anche perché riguarda un ambito familiare, in cui i rapporti personali e la convivenza di più persone possono moltiplicare variabili e rendere più difficile isolare un singolo evento. È per questo che gli accertamenti proseguono attraverso nuove audizioni, riscontri documentali e verifiche tecniche, con l’obiettivo di arrivare a una ricostruzione completa e verificabile.