Vannacci perde due decimi, Forza Italia accorcia
La vicenda più ravvicinata della rilevazione riguarda il confronto tra Futuro Nazionale e Forza Italia. Il partito fondato e guidato da Roberto Vannacci scende dal 7,8% al 7,6%, con una perdita di due decimi. Mantiene la quarta posizione, ma il margine sugli azzurri si riduce in modo netto.
Forza Italia, al contrario, cresce dal 7,1% al 7,3%. Il recupero di due decimi porta il partito a soli 0,3 punti da Futuro Nazionale. La distanza è dunque molto ridotta e rende il confronto per il quarto posto uno degli aspetti da seguire con maggiore attenzione nelle prossime rilevazioni.
Entrambe le formazioni restano comunque davanti alla Lega, ma gli andamenti opposti fotografano un passaggio significativo: Futuro Nazionale rallenta dopo i dati delle settimane precedenti, mentre Forza Italia recupera consenso. Non sono ancora stati chiariti gli elementi che potranno consolidare o ribaltare questo equilibrio nelle prossime settimane.

Verdi e Sinistra fermi, la Lega guadagna terreno
Alleanza Verdi e Sinistra resta stabile al 6,6%, senza variazioni. Il dato conferma la posizione della lista nel panorama delle opposizioni: una presenza rilevante, anche se distante dai tre partiti che occupano le prime posizioni della graduatoria.
Segnale positivo, invece, per la Lega di Matteo Salvini. Il Carroccio passa dal 5,2% al 5,4%, guadagnando due decimi. Anche in questo caso si tratta di una crescita limitata, ma sufficiente a evidenziare un andamento favorevole nell’ultima rilevazione di SWG.
Con il 5,4%, la Lega rimane dietro Futuro Nazionale, Forza Italia e Alleanza Verdi e Sinistra. La posizione nella classifica non cambia, ma il risultato consente al partito di Salvini di avvicinare parzialmente la formazione ecologista e di sinistra, distante 1,2 punti.
Azione, Italia Viva e gli altri partiti
Tra le forze minori, Azione raggiunge il 3,2%. Il partito guidato da Carlo Calenda resta così sopra Italia Viva, che si ferma al 2,3%, mentre +Europa viene rilevata all’1,7%. Sono percentuali più contenute, ma che contribuiscono a definire la distribuzione complessiva dei consensi.
In fondo alla graduatoria si trovano Noi Moderati e Sud chiama Nord, entrambi all’1%. La presenza di diverse liste sotto le soglie dei partiti maggiori conferma una frammentazione che continua a caratterizzare l’area delle formazioni più piccole.
Questi dati non modificano la struttura generale del sondaggio, dominata da Fratelli d’Italia, Pd e Movimento 5 Stelle. Mostrano però quanto ogni spostamento, anche di pochi decimi, possa incidere sulle distanze tra i partiti collocati nella parte centrale e bassa della classifica.
