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Inferno in strada, sparatoria di massa: ci sono morti e feriti

Attivati servizi di emergenza, cosa sta succedendo

I servizi di emergenza del Nuovo Galles del Sud sono intervenuti in forze, attivando le procedure previste per eventi di questo tipo. Gli operatori sanitari hanno allestito aree di primo soccorso nei pressi della spiaggia, mentre la polizia ha isolato le zone considerate sensibili per garantire la sicurezza dei presenti e consentire le prime attività investigative. Parallelamente, i residenti dei quartieri limitrofi sono stati invitati a rimanere al chiuso fino a nuove comunicazioni.

Sparatoria in Australia, le indagini

La polizia sta lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto, mentre l’area resta sotto stretto controllo in attesa di chiarimenti definitivi. Le autorità hanno rivolto un appello alla calma, chiedendo a chiunque si trovasse nell’area di attenersi esclusivamente alle indicazioni ufficiali. Nel frattempo si sta delineando il quadro dell’accaduto.

Secondo le informazioni diffuse dai media locali, la sparatoria è avvenuta a Bondi Beach, nella città di Sydney, una delle aree balneari più note e frequentate dell’Australia. Il bilancio dell’attentato, seppure ancora incerto, appare già tragico. Secondo Sky News Australia, vi sarebbero almeno 10 morti, oltre a diverse persone ferite in modo più o meno grave. Alcune di queste sarebbero state trasportate d’urgenza nei principali ospedali di Sydney, dove sono state attivate le procedure di emergenza per la gestione di un afflusso improvviso di pazienti. Si attendono le conferme ufficiali.

Sparatoria a Bondi Beach: cosa è accaduto

Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio si sarebbe verificato mentre sulla spiaggia era in corso una celebrazione legata alla festività ebraica di Hanukkah. In quell’area si trovavano famiglie, bambini, membri della comunità ebraica e numerosi passanti attratti dall’evento. Le segnalazioni parlano di una persona armata che avrebbe aperto il fuoco, colpendo alcuni presenti e generando una fuga disordinata verso le zone più riparate.  Jeremy Leibler, presidente della Federazione Sionista d’Australia ha dichiarato secondo quanto riporta il Giornale: “La comunità ebraica è sotto shock. C’erano 2.000 membri della comunità ebraica che celebravano Hanukkah e accendevano insieme la prima candela a Bondi Beach. Siamo in stato di massima allerta”.

La polizia del Nuovo Galles del Sud è stata allertata tramite numerose chiamate di emergenza e ha disposto l’invio immediato di pattuglie e unità specializzate. In un messaggio diffuso attraverso i canali ufficiali sui social media, le forze dell’ordine hanno esortato cittadini e turisti a evitare l’area di Bondi Beach, con un invito chiaro e diretto: «Chiunque si trovi sul posto si metta al riparo». Contestualmente, è stato chiesto di non intralciare le operazioni di soccorso e di segnalare eventuali situazioni sospette.

La zona attorno alla spiaggia è stata rapidamente isolata e sottoposta a controllo capillare. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, analizzando le registrazioni delle telecamere di sorveglianza e verificando il materiale pubblicato sui social, al fine di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Al momento, le forze dell’ordine non hanno diffuso ulteriori dettagli sull’identità della persona armata né sulle possibili cause dell’attacco.

Testimonianze e video diffusi sui social

Il clima di allerta è stato alimentato anche dalla diffusione di numerosi filmati amatoriali. In diversi video pubblicati sulla piattaforma X, si vedono gruppi di persone correre lungo la spiaggia e nelle strade vicine, mentre sullo sfondo si odono distintamente diversi colpi d’arma da fuoco e le sirene dei mezzi di emergenza. Alcune clip mostrano bagnanti e partecipanti alla celebrazione di Hanukkah ripararsi dietro muretti, chioschi e automobili parcheggiate.

Le immagini, benché non sempre di facile verifica, offrono una rappresentazione concreta della paura vissuta da chi si trovava sul posto. Alcuni testimoni hanno raccontato ai media australiani di aver inizialmente frainteso i rumori, scambiandoli per fuochi d’artificio o suoni legati all’evento, per poi rendersi conto della gravità della situazione quando hanno visto persone ferite a terra e agenti armati correre verso la spiaggia.

In diverse interviste rilasciate alle televisioni locali, alcuni presenti hanno riferito di aver visto bambini separarsi momentaneamente dai genitori durante la fuga e di aver aiutato sconosciuti a trovare riparo all’interno di esercizi commerciali e abitazioni private nei pressi di Bondi Beach. Altri hanno descritto il momento in cui i primi soccorritori sono arrivati sulla scena per prestare assistenza ai feriti, applicando bende di fortuna e cercando di mantenere la calma tra i presenti.

Intervento del governo e risposte istituzionali

Sulla sparatoria a Bondi Beach è intervenuto anche il governo federale australiano. Un portavoce del Primo Ministro Anthony Albanese ha dichiarato: «Siamo a conoscenza di una situazione di pericolo in corso a Bondi. Esortiamo le persone nelle vicinanze a seguire le informazioni della polizia del Nuovo Galles del Sud». Le istituzioni hanno confermato di essere in costante contatto con le autorità statali e con i servizi di emergenza impegnati sul campo.

Il governo ha espresso vicinanza alle vittime e alle loro famiglie, sottolineando la necessità di attendere gli accertamenti ufficiali prima di trarre conclusioni sulla natura dell’episodio. Sono in corso riunioni tra i vertici della sicurezza nazionale e i rappresentanti delle forze dell’ordine locali per valutare eventuali misure aggiuntive di prevenzione e protezione nelle aree considerate sensibili, in particolare in occasione di eventi pubblici e ricorrenze religiose.

La polizia del Nuovo Galles del Sud ha annunciato l’apertura di una dettagliata inchiesta, con il coinvolgimento di unità specializzate nell’analisi di crimini violenti. Gli investigatori stanno lavorando per individuare con esattezza il numero dei responsabili, la tipologia di arma utilizzata e il percorso seguito dall’autore o dagli autori prima e dopo la sparatoria. Particolare attenzione viene dedicata all’eventuale presenza di complici e a possibili collegamenti con precedenti episodi di violenza.

Nel frattempo, l’area di Bondi Beach rimane presidiata. Alcuni accessi sono stati chiusi, mentre gli agenti continuano a effettuare controlli su veicoli e persone nelle immediate vicinanze. Le autorità hanno chiesto a chiunque disponga di informazioni utili di contattare i numeri di emergenza o di rivolgersi alle stazioni di polizia più vicine, contribuendo così alla ricostruzione dei fatti.

Situazione dei feriti e prossimi aggiornamenti

Le strutture sanitarie di Sydney hanno fatto sapere di aver ricevuto varie persone coinvolte nella sparatoria, con ferite di diversa gravità. Alcuni pazienti si troverebbero in condizioni critiche e sono stati sottoposti a interventi chirurgici d’urgenza, mentre altri presenterebbero lesioni meno gravi ma richiedono comunque monitoraggio medico. Gli ospedali hanno predisposto aree dedicate all’accoglienza dei familiari in attesa di notizie.

I medici e il personale infermieristico sono stati richiamati per fronteggiare l’emergenza, con un incremento dei turni e la messa a disposizione di ulteriori risorse. Le autorità sanitarie hanno inoltre invitato la popolazione a non recarsi nei pronto soccorso interessati se non per vere urgenze, al fine di evitare congestioni che potrebbero rallentare la presa in carico dei feriti della sparatoria.

Per quanto riguarda l’aspetto investigativo, gli inquirenti renderanno note ulteriori informazioni man mano che saranno completate le verifiche su testimonianze, reperti e materiale audiovisivo. Si attendono aggiornamenti ufficiali sul numero esatto di morti e feriti, sull’identità delle vittime e sull’eventuale motivazione alla base dell’azione armata. Le autorità hanno ribadito che ogni dettaglio verrà comunicato solo dopo adeguata conferma.

In attesa di nuove dichiarazioni da parte della polizia e del governo, la città di Sydney rimane in uno stato di forte attenzione. L’episodio di Bondi Beach ha colpito uno dei luoghi simbolo del Paese, solitamente associato al turismo e al tempo libero, trasformandolo per alcune ore in un teatro di violenza. Le indagini in corso dovranno chiarire non solo la dinamica dei fatti, ma anche le eventuali implicazioni per la sicurezza pubblica a livello locale e nazionale.

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