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“Squalificato!”. Olimpiadi, poco fa la decisione che scandalizza il mondo

Il casco con i volti degli sportivi uccisi: numeri e testimonianze

Heraskevych aveva reso note alcune delle storie che intendeva ricordare attraverso le immagini sul casco. Secondo i dati diffusi dalle autorità ucraine, dall’inizio della guerra sarebbero morti più di 650 tra atleti e allenatori.

Tra le persone menzionate figurano Alina Perehudova, giovane promessa del sollevamento pesi uccisa a Mariupol; Pavlo Ischenzo, pugile morto nei primi giorni di servizio; Oleksiy Loginov, portiere di hockey caduto in combattimento; Ivan Kononenko, sollevatore di pesi morto a Bakhmut; Mykyta Kozubenko, tuffatore ucciso a Mykolayv; Daria Kurdel, danzatrice sportiva morta sotto i bombardamenti; Yevhen Malyshev, biathleta, e Dmytro Sharpar, pattinatore artistico e compagno di squadra dello stesso Heraskevych.

Secondo quanto spiegato dall’atleta, il casco rappresenterebbe l’elemento più visibile in una disciplina in cui il volto resta coperto e la testa è in primo piano nelle riprese televisive.

Il precedente a Pechino 2022 e le critiche sugli “Atleti Individuali Neutrali”

Non sarebbe la prima iniziativa pubblica di Heraskevych in ambito olimpico. Durante Pechino 2022, l’atleta mostrò un cartello con la scritta “No War!”, in un contesto precedente all’avvio dell’invasione russa, iniziata poche settimane dopo.

In vista di Milano-Cortina, dove era stato indicato come portabandiera, Heraskevych aveva cercato una forma di commemorazione pubblica. L’ammissione di atleti russi e bielorussi sotto la definizione di “Atleti Individuali Neutrali” è stata, secondo quanto riportato, oggetto di critiche da parte sua.

La risposta dall’Ucraina e l’annuncio di ricorso

La squalifica decisa dal CIO ha generato reazioni in Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky ha sostenuto che ricordare le vittime non debba essere considerato un messaggio politico inappropriato, ma un richiamo coerente con la missione di pace associata allo sport.

All’interno del villaggio olimpico, Heraskevych ha annunciato l’intenzione di presentare ricorso contro l’esclusione. Secondo la sua posizione, il provvedimento rappresenterebbe un segnale negativo nei confronti di chi non potrà più tornare a competere.

Neutralità nello sport: il dibattito riaperto dal caso Heraskevych

L’episodio riporta al centro la discussione sul rapporto tra neutralità sportiva e possibilità di testimonianza pubblica. Nel corso della storia olimpica, il confine tra gesto politico e iniziativa simbolica legata a temi civili è stato spesso oggetto di confronto.

Per Milano-Cortina, la linea adottata dal CIO è stata chiara: nessun messaggio in gara. Il caso evidenzia, al tempo stesso, come la guerra in Ucraina continui a influire anche sui contesti sportivi internazionali.

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