La luce delle scale: il dettaglio contestato nel racconto di Stasi
Secondo quanto riportato nel corso della trasmissione, nell’interrogatorio di un anno fa Stasi avrebbe fornito un dettaglio diverso rispetto a quanto dichiarato in precedenza, sostenendo per la prima volta che la luce delle scale fosse accesa. All’epoca dei fatti, invece, aveva riferito che quella luce fosse spenta.
Il passaggio è stato indicato come una delle discrepanze che, negli anni, hanno alimentato domande sull’attendibilità del racconto. In trasmissione è stato ricordato che, a seconda delle letture, il cambiamento potrebbe essere messo in relazione alle condizioni psicologiche del momento oppure considerato un elemento problematico nella ricostruzione.
Il tema delle contraddizioni di Alberto Stasi è stato più volte al centro di analisi e confronti nel corso dei procedimenti. Nello speciale sono stati richiamati anche alcuni commenti apparsi sui social. Tra questi: “Vogliono incastrare Sempio”. E ancora: “La verità su Stasi esce fuori, tutto costruito a tavolino”.

Interruttori e rilievi: cosa è stato riferito sugli accertamenti dei Ris
Nel racconto proposto nello speciale è stato posto anche un interrogativo legato al possibile utilizzo dell’interruttore: se la luce fosse stata accesa da una terza persona, in teoria si sarebbero potuti cercare riscontri utili. Tuttavia, è stato ricordato che i Ris non avrebbero effettuato accertamenti specifici sul pulsante in questione.
Sugli interruttori del piano, secondo quanto riportato, venne utilizzata polvere dattiloscopica, ma senza esiti: non sarebbero state trovate impronte utili né tracce di sangue. Un elemento che, ancora oggi, continua a essere richiamato nel dibattito sul caso di cronaca nera legato al delitto di Garlasco.