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Sterminò la famiglia, evade ancora: Del Grande sparisce nel vuoto e riapre un incubo lungo trent’anni

La strage del 1998: il triplice omicidio a Cadrezzate

La vicenda di Elia Del Grande è legata a uno dei fatti di cronaca più sconvolgenti avvenuti nel Varesotto alla fine degli anni Novanta. Nel 1998, quando aveva poco più di vent’anni, uccise il padre, la madre e il fratello nella loro abitazione di Cadrezzate, durante la notte tra il 6 e il 7 gennaio. Un triplice omicidio che segnò profondamente la comunità locale e che venne ricordato come la strage dei fornai, per l’attività della famiglia.

Le indagini dell’epoca ricostruirono un contesto domestico difficile, segnato da tensioni e fragilità personali che sfociarono in una violenza improvvisa.

Condanna, semi-infermità e misure di sicurezza

Il procedimento penale si concluse con una condanna a 30 anni di carcere, pena ridotta rispetto all’ergastolo in ragione del riconoscimento della semi-infermità mentale. Nel corso degli anni, dopo aver scontato gran parte della pena, Del Grande è passato attraverso fasi di libertà vigilata e successivamente è stato destinato a una casa-lavoro, nell’ambito delle decisioni legate alla valutazione della pericolosità sociale.

Queste misure, per loro natura, mirano a coniugare controllo e reinserimento. Tuttavia, la loro efficacia dipende dall’osservanza degli obblighi imposti e dal rispetto delle regole stabilite, a partire dal rientro in struttura al termine dei permessi.

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