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Strage di Crans-Montana, nuove immagini dalle telecamere: cosa emerge sui gestori del locale

L’indagine sul rogo di Capodanno a Crans‑Montana

L’inchiesta penale è stata formalmente avviata per definire le responsabilità connesse al rogo di Capodanno che ha devastato il locale Le Constellation, nella rinomata località sciistica della Svizzera. Il bilancio provvisorio parla di almeno 47 vittime, tra cui sei giovani italiani, un numero che ha suscitato profonda impressione nell’opinione pubblica europea. Le indagini si concentrano su diversi fronti: il rispetto delle norme di sicurezza, le vie di fuga effettivamente disponibili, la gestione della capienza durante la serata e le condizioni strutturali dell’edificio. Secondo quanto riporta la Repubblica, le telecamere fissate su due lampioni avrebbero ripreso “il figlio più grande di Jessica, avuto dall’ex marito, che da “capo staff” cerca di rompere i vetri dell’ex terrazza mutata in veranda; la madre, che cresce oggi anche i due figli di 4 anni e pochi mesi concepiti con Jacques, ustionata a un braccio mentre fugge tra le fiamme con la cassa del locale stretta nelle mani”.

La prima dichiarazione pubblica dei gestori

Dopo alcuni giorni di silenzio, Jacques e Jessica Moretti hanno diffuso la loro prima dichiarazione pubblica sulla tragedia, affermando: «Le parole non possono descrivere adeguatamente la tragedia che si è consumata quella notte al Le Constellation». La comunicazione è arrivata mentre l’attenzione della procura e delle forze dell’ordine resta focalizzata sulla gestione del locale, sulle misure di sicurezza adottate e sulle possibili responsabilità penali dei vari soggetti coinvolti.

Possibili conseguenze dell’inchiesta

L’analisi delle immagini di sorveglianza potrebbe consentire agli investigatori di chiarire meglio il comportamento dei gestori e dei familiari presenti durante l’incendio, comprese eventuali azioni intraprese o omissioni nel tentativo di soccorrere le persone all’interno del locale. Alcune ricostruzioni giornalistiche, richiamando La Repubblica, riportano che i filmati delle telecamere esterne e interne starebbero offrendo elementi significativi sulla dinamica dei minuti cruciali dell’emergenza, comprese sequenze che coinvolgono il figlio maggiore e la moglie di uno dei gestori, e che queste immagini siano ora al vaglio della procuratrice cantonale di Sion per valutare ogni possibile profilo di responsabilità, inclusa l’eventuale omissione di soccorso.

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