Napoli, Bari e Lecce: accensione dal 15 novembre
Per alcune delle principali città del Sud bisogna attendere ancora. Napoli, Bari e Lecce appartengono alla zona climatica C, nella quale il periodo di accensione parte dal 15 novembre e termina il 31 marzo. Il limite è fissato a 10 ore al giorno. Nella stessa fascia rientrano anche Taranto e altri comuni del Mezzogiorno. Tra le città indicate nella zona C figurano inoltre Palermo, Catania e Reggio Calabria. Il calendario è quindi progressivamente più breve rispetto alle aree settentrionali, in considerazione delle differenti condizioni climatiche dei territori.

Il calendario completo delle sei zone climatiche
Per capire quando si possono accendere i termosifoni è quindi necessario individuare la zona climatica del proprio Comune. La classificazione nazionale è suddivisa in sei fasce, dalla zona A alla zona F, determinate sulla base delle caratteristiche climatiche dei diversi territori. Il calendario prevede:
- Zona A: dal 1° dicembre al 15 marzo, massimo 6 ore al giorno;
- Zona B: dal 1° dicembre al 31 marzo, massimo 8 ore al giorno;
- Zona C: dal 15 novembre al 31 marzo, massimo 10 ore al giorno;
- Zona D: dal 1° novembre al 15 aprile, massimo 12 ore al giorno;
- Zona E: dal 15 ottobre al 15 aprile, massimo 14 ore al giorno;
- Zona F: nessuna limitazione nazionale.
Le date rappresentano il quadro generale previsto dalle regole nazionali. Eventuali provvedimenti adottati da Governo, Regioni o Comuni possono però prevedere deroghe o modifiche in presenza di particolari condizioni.
Nei comuni di montagna non c’è un limite nazionale
Una situazione diversa riguarda i comuni inseriti nella zona climatica F, la fascia caratterizzata dalle condizioni climatiche più rigide. In questo caso non esiste una data nazionale obbligatoria per l’accensione e non è previsto un numero massimo di ore giornaliere. Tra gli esempi rientrano località montane come Bormio e Cortina d’Ampezzo, oltre ai comuni alpini situati a quote elevate. In queste zone le condizioni climatiche giustificano quindi una maggiore libertà nell’utilizzo degli impianti rispetto al resto del territorio nazionale.
Non conta soltanto la data: attenzione anche alla temperatura
Il calendario delle accensioni non è l’unica regola da rispettare. Esistono infatti anche limiti relativi alla temperatura degli ambienti. Per le abitazioni e gli altri edifici a uso civile il riferimento è fissato a 20 °C, con una tolleranza di 2 °C. Per gli immobili destinati ad attività industriali o artigianali il limite indicato è invece di 18 °C, sempre con una tolleranza di 2 °C.
L’obiettivo è contenere i consumi senza rinunciare alle normali esigenze di comfort. Anche un aumento apparentemente limitato della temperatura impostata sul termostato può infatti comportare un maggiore utilizzo dell’impianto.
Il mancato rispetto delle disposizioni può comportare sanzioni amministrative. Gli importi possono variare da alcune centinaia fino a qualche migliaio di euro, in base alla normativa applicabile e alla violazione contestata. I controlli possono riguardare diversi aspetti dell’utilizzo dell’impianto: non soltanto l’accensione anticipata rispetto alla data prevista, ma anche il superamento delle ore consentite e il rispetto dei limiti di temperatura.