La sala di monitoraggio del Servizio di Sorveglianza Sismica Nazionale aveva in realtà rilevato le prime avvisaglie già prima dell’evento del 23 ottobre 2026: i primi segnali tellurici risalgono infatti alla notte del 20 ottobre 2026, concentrati a circa 30 chilometri a nord-ovest di Alicudi. L’ultima scossa di intensità superiore a magnitudo 3 si è verificata ieri, 24 ottobre 2026, mentre l’ultimo tremito registrato risale alle 9:37 di questa mattina.
I dettagli tecnici dell’INGV e il mito del Marsili
Gli esperti dell’INGV sono intervenuti con fermezza per chiarire l’origine del fenomeno: «Sicuramente questa sequenza è legata ad una faglia che si è attivata ma non c’è correlazione con l’attività del vulcano Marsili». Gli scienziati spiegano infatti che l’area a ovest dell’arcipelago eoliano presenta una tettonica complessa: «L’area interessata dalla sequenza a ovest dell’arcipelago eoliano è caratterizzata da una tettonica complessa e da una sismicità crostale frequente. In quest’area sono frequenti anche terremoti superficiali associati a sistemi di faglia del Tirreno meridionale e della Sicilia nord-orientale legati al processo di apertura del bacino tirrenico».
La sismicità attuale si colloca tra i 10 e i 15 km di profondità, in una zona interessata da un movimento convergente delle placche di 1,5 mm all’anno che abbraccia la costa da Ustica fino a Stromboli. La sismologa e l’équipe dell’istituto escludono categoricamente qualsiasi legame con il Marsili, il mastodontico vulcano sottomarino distante circa 20 km dall’epicentro: «Sappiamo che il Marsili è interessato da un’attività idrotermale e da un’attività sismica a bassissima energia legata a eventi di fratturazione superficiale e a degassamento. Data la distanza geografica tra l’area interessata dalla sequenza sismica di questi giorni e il vulcano Marsili, circa 20 km, non si riscontra alcuna correlazione diretta». I tecnici evidenziano infine come la sorgente del sisma da magnitudo 5 sia di natura compressiva,a differenza dei movimenti distensivi che caratterizzano l’attività del vulcano.
