
È successo all’improvviso, quando la giornata sembrava appena cominciare: un boato sordo, poi il terreno che si muove come se sotto i piedi si aprisse un vuoto. In pochi istanti, la normalità si è trasformata in una corsa contro il tempo, tra sirene, telefoni che squillano e gente che cerca di capire dove andare.
Il mare, lì vicino, è diventato subito un’incognita. Le prime comunicazioni parlavano di un rischio concreto: onde anomale possibili, e l’urgenza di lasciare le zone più esposte. In tante case la paura si è fatta fisica, stretta nello stomaco, mentre le indicazioni di emergenza rimbalzavano da un altoparlante all’altro.
Un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito nelle prime ore di oggi l’area al largo di della costa, facendo scattare l’allarme tsunami e le procedure di evacuazione lungo le coste considerate a rischio. Secondo i dati diffusi dallo United States Geological Survey (USGS), la scossa è stata registrata alle 7.37 ora locale, con epicentro in mare e a circa 35 chilometri di profondità.

Terremoto di 7.8: scatta l’allarme tsunami
La magnitudo elevatissima ha subito acceso i riflettori dei sistemi internazionali di monitoraggio. E così, a distanza di pochi minuti, è arrivato l’avviso più temuto: l’oceano poteva rispondere con una forza difficile da contenere.
Poco dopo il sisma, l’US Tsunami Warning System ha emesso un’allerta tsunami per diverse aree costiere del Paese. Le prime stime indicano possibili onde tra uno e tre metri, un range che basta a trasformare un litorale in un fronte di emergenza.
Le autorità locali hanno invitato i residenti a non perdere tempo: allontanarsi dalle zone costiere, raggiungere aree più elevate e attenersi alle istruzioni dei soccorritori. In momenti come questi, ogni minuto può fare la differenza.
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