La rilevazione e la conferma dei dati da parte dell’INGV
A rendere disponibili i parametri dell’evento è stato il portale ufficiale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dopo l’acquisizione delle registrazioni da parte della Sala Sismica INGV-Roma. La rete strumentale nazionale, composta da sismografi distribuiti sul territorio, consente di localizzare i terremoti in pochi minuti e di stimarne magnitudo e profondità.
Secondo le ricostruzioni basate sui dati strumentali, la scossa si inserisce in un quadro considerato ordinario dagli osservatori, senza elementi che indichino, allo stato attuale, anomalie rispetto alla dinamica tipica dell’area. In casi di magnitudo ridotta, le procedure non prevedono l’attivazione di dispositivi di emergenza, ma resta fondamentale la corretta archiviazione dell’evento e l’aggiornamento dei database sismologici.
La classificazione in magnitudo locale (ML) è una delle modalità standard con cui vengono descritti i terremoti di piccola e media intensità. Il valore, calcolato a partire dall’ampiezza delle onde registrate dagli strumenti, serve a fornire un’indicazione immediata dell’energia liberata, pur potendo essere soggetto ad affinamenti con l’analisi successiva di ulteriori tracce sismiche.
La profondità ipocentrale di 8 chilometri, indicata nei dati tecnici, è un elemento che spesso influenza la percezione. A parità di magnitudo, un sisma più superficiale può risultare più avvertibile di uno più profondo. Questo spiega perché, nonostante la magnitudo contenuta, siano arrivate alcune segnalazioni da parte di residenti nelle zone circostanti.
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