La scossa principale dello sciame: magnitudo 2.8
All’interno della sequenza in atto, l’evento più rilevante per intensità è stato registrato alle 04:43 del 12 dicembre. Questo terremoto ha raggiunto una magnitudo ML 2.8 ed è stato localizzato a una profondità di circa 14 chilometri, con epicentro nell’area montuosa situata a nord del comune di Cardeto. Si tratta comunque di un valore di magnitudo che, pur essendo percepibile nelle vicinanze, rientra nella categoria dei terremoti considerati deboli. La localizzazione geografica dell’epicentro, sulla base dei dati INGV, è la seguente:
- circa 4 km a nord di Cardeto, nel cuore del massiccio aspromontano;
- circa 6 km dai comuni di Sant’Alessio in Aspromonte, Santo Stefano in Aspromonte e Laganadi;
- circa 8 km dal centro di Calanna;
- circa 10 km dalla città di Reggio Calabria, principale polo urbano dell’area.
Le simulazioni di scuotimento elaborate sui dati registrati indicano che la scossa principale potrebbe essere stata avvertita con maggiore chiarezza nei centri più prossimi all’epicentro, in particolare nei piccoli comuni montani, mentre nelle zone più distanti l’intensità percepita si sarebbe rapidamente attenuata. Non risultano, tuttavia, segnalazioni di problemi strutturali o criticità specifiche a seguito di questo evento. Le mappe diffuse dall’INGV, che rappresentano la distribuzione spaziale e temporale delle scosse, delineano un quadro di attività concentrata in un settore ristretto dell’Aspromonte. L’analisi dei tecnici si concentra sull’eventuale evoluzione del fenomeno, per verificare se lo sciame tenderà a esaurirsi progressivamente o se saranno necessari ulteriori approfondimenti.

Quadro dei danni e monitoraggio in tempo reale
In base alle informazioni raccolte finora, non sono stati segnalati danni a persone o edifici nei comuni interessati dallo sciame sismico. Le magnitudo contenute degli eventi e la profondità degli ipocentri hanno giocato un ruolo decisivo nel limitare gli effetti al suolo, riducendo il livello di scuotimento percepito sulle strutture e sulle infrastrutture esistenti. Le autorità locali, in coordinamento con la Protezione civile e con i tecnici dell’INGV, continuano a seguire con attenzione la situazione sismica nell’area aspromontana. La rete sismica nazionale consente un monitoraggio in tempo reale degli eventi, con la rapida pubblicazione dei parametri di ogni scossa rilevata. In caso di variazioni significative del quadro attuale, potranno essere diffusi ulteriori aggiornamenti e indicazioni operative per la popolazione. In contesti come quello calabrese, classificato ad elevata pericolosità sismica, episodi di questo tipo vengono analizzati nel dettaglio per comprendere meglio la dinamica delle faglie e per aggiornare, se necessario, i modelli di rischio utilizzati per la pianificazione urbana e la gestione delle emergenze. L’assenza di danni associata allo sciame in corso non riduce l’importanza di mantenere elevata l’attenzione sul tema della prevenzione sismica.
[DATI #RIVISTI] #terremoto ML 2.8 ore 04:43 IT del 13-12-2025 a 4 km N Cardeto (RC) Prof= 13.8 Km #INGV_44795032 https://t.co/OUSkKSsrbS
— INGVterremoti (@INGVterremoti) December 13, 2025
Contesto geologico e prevenzione sismica nell’area aspromontana
L’Aspromonte e, più in generale, la Calabria meridionale sono aree note per la loro significativa attività sismica, legata alla complessa interazione tra la placca africana e quella euroasiatica e alla presenza di numerose faglie attive. La storia sismica della regione è caratterizzata da eventi anche di forte intensità, ragione per cui il territorio è inserito tra quelli con la più alta classificazione di rischio in Italia. Lo sciame sismico registrato in questi giorni nell’area di Cardeto si colloca all’interno di questo quadro geodinamico, rappresentando una manifestazione di una attività sismica diffusa che viene monitorata in modo sistematico dagli istituti di ricerca. La raccolta e l’analisi continua dei dati permettono di migliorare la conoscenza delle strutture profonde e di affinare gli strumenti di previsione statistica del rischio. La gestione di episodi come quello in corso si basa su alcune linee guida consolidate:
- monitoraggio costante della sismicità locale attraverso una rete di sensori;
- aggiornamento dei piani di emergenza comunali e regionali;
- informazione e sensibilizzazione della popolazione sulle norme di comportamento in caso di terremoto;
- applicazione delle norme antisismiche nelle nuove costruzioni e negli interventi di adeguamento degli edifici esistenti.
In presenza di uno sciame di bassa magnitudo come quello osservato nell’Aspromonte, non vengono generalmente adottate misure straordinarie, ma viene mantenuto un livello di attenzione elevato, con particolare cura nella comunicazione dei dati ufficiali, per evitare disinformazione e garantire ai cittadini un quadro chiaro e aggiornato della situazione. Alla luce delle informazioni disponibili, lo sciame in atto nell’area di Cardeto viene considerato, dai tecnici, un fenomeno da seguire con attenzione ma non tale, allo stato attuale, da generare allarme. La priorità resta quella di assicurare un monitoraggio continuo e di promuovere, anche in assenza di emergenze, una cultura della prevenzione sismica nelle comunità che vivono in zone a rischio.