Un secondo evento nella notte
Nelle ore precedenti, i sismografi avevano già rilevato un altro episodio. Poco dopo le 3 del mattino, un evento di magnitudo 2.7 aveva interessato la stessa area, sempre nei dintorni di La Thuile. In questo caso, alcuni abitanti hanno riferito lievi tremori, percepiti soprattutto da chi era sveglio o in ambienti particolarmente silenziosi. Anche qui ha inciso la tipologia edilizia: costruzioni in gran parte recenti, realizzate in muratura e cemento armato, progettate per resistere alle condizioni climatiche estreme dell’alta quota e, in misura non secondaria, anche alle sollecitazioni sismiche.

La sismicità della Valle d’Aosta
La Valle d’Aosta è considerata una regione a sismicità generalmente moderata, soprattutto se confrontata con aree come l’Irpinia, il Friuli o l’Appennino centrale. I movimenti tellurici sono legati alla dinamica della catena alpina e ai lenti assestamenti della crosta terrestre lungo la fascia di confine tra Italia, Francia e Svizzera. Eventi di questa entità non sono rari e, nella maggior parte dei casi, non si traducono in conseguenze significative per la popolazione o per il patrimonio edilizio. Restano tuttavia segnali utili per monitorare l’evoluzione geologica di un territorio che, sotto l’apparente immobilità delle montagne, è tutt’altro che statico.
Più che un campanello d’allarme, la scossa di La Thuile è stata un promemoria discreto: anche nelle zone considerate tranquille, la terra continua a muoversi. Lo fa spesso senza clamore, lasciando dietro di sé solo qualche secondo di vibrazione, un risveglio improvviso e la consapevolezza che, anche tra le Alpi, nulla è davvero immobile.