Un’area che non smette di tremare
Quella di stamattina si aggiunge a una lunga sequenza di eventi che da anni interessano l’area. Un territorio che vive in un equilibrio precario, tra la bellezza paesaggistica e la paura costante del sottosuolo che si muove.
Il più forte del 2026 resta quello del 31 luglio, di magnitudo 4.7, un evento che ha segnato profondamente l’estate, seguito da uno sciame che ha tenuto in allerta Pozzuoli, Bacoli e i quartieri occidentali di Napoli, con centinaia di sfollati e verifiche a tappeto sugli edifici.
La scossa di oggi arriva dopo un periodo di relativa calma, un intervallo che aveva fatto sperare in una fase di rallentamento del fenomeno. Invece il suolo ha ripreso a farsi sentire, ricordando a tutti che il bradisismo è un processo in corso e non si è affatto fermato.
Cosa dicono gli esperti
Gli eventi a così bassa profondità rientrano pienamente nella dinamica del sollevamento del suolo flegreo. Non sono legati a una risalita magmatica diretta, ma al movimento dei fluidi e alla fratturazione delle rocce superficiali. Per questo vengono monitorati costantemente dalla rete dell’Osservatorio Vesuviano.
Al momento non si segnalano danni a persone o cose, ma la scossa è stata distintamente avvertita in particolare ai piani alti degli edifici. Resta alta l’attenzione della Protezione Civile e dei Comuni dell’area flegrea.
