
La terra torna a tremare nel Messinese, aggiungendo un nuovo tassello a un mosaico di instabilità che sta interessando l’isola in queste ore. Alle 19:34, i sismografi hanno rilevato una scossa di magnitudo 2.9 con epicentro individuato nel territorio di Alcara Li Fusi. Il movimento tellurico si è originato a una profondità di circa 8,5 chilometri, una distanza dalla superficie che ha reso il fenomeno chiaramente percepibile dalla popolazione locale. Nonostante l’intensità moderata, il tremore ha scosso i piani alti delle abitazioni, spingendo molti residenti a riversarsi in strada o a monitorare con apprensione i canali ufficiali di informazione. Al momento, le prime verifiche effettuate dai tecnici non segnalano danni a edifici o infrastrutture, ma il clima resta di massima allerta.
Monitoraggio costante e attività sismica in evoluzione
La situazione è seguita con estrema cautela dalla Protezione Civile e dalle autorità locali, che invitano alla calma pur mantenendo i presidi operativi attivi. Non è tanto l’entità del singolo evento a preoccupare, quanto la frequenza con cui si stanno manifestando piccoli episodi ravvicinati nel tempo. Gli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sottolineano che il territorio messinese è storicamente soggetto a una sismicità elevata, tuttavia ammettono che la successione di eventi registrata nelle ultime ore conferma un quadro di sismicità in evoluzione che merita un’osservazione scientifica puntuale.
Il timore tra la popolazione di Alcara Li Fusi e dei comuni limitrofi resta palpabile, alimentato dal ricordo di passate emergenze. Mentre la macchina dei soccorsi resta in stand-by per ogni evenienza, si raccomanda ai cittadini di seguire le norme di comportamento previste in caso di sisma. La vigilanza resta alta, in attesa di capire se questo sciame di bassa intensità sia destinato a esaurirsi o se rappresenti il preludio a nuovi assestamenti della crosta terrestre in questa porzione di Sicilia.