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Terremoto magnitudo 7: morti e decine di feriti

Soccorritori al lavoro: una persona estratta viva dalle macerie

Le operazioni di emergenza sono cominciate durante la notte, con le prime squadre impegnate a raggiungere i villaggi colpiti. Secondo quanto riferito dai servizi locali di emergenza a Shanghai Daily, una squadra composta da otto vigili del fuoco è arrivata nella zona interessata intorno alle 2:10 di venerdì 23 ottobre.

Pochi minuti dopo è arrivata una prima notizia positiva nel mezzo della devastazione. Intorno alle 2:20, i soccorritori hanno individuato ed estratto viva una persona rimasta intrappolata sotto le macerie in un villaggio della municipalità di Maru. Un intervento che testimonia quanto sia importante riuscire a raggiungere rapidamente le abitazioni crollate, mentre proseguono le verifiche per accertare se altre persone siano rimaste intrappolate.

Con il passare delle ore, il dispositivo di emergenza è stato ulteriormente rafforzato. Il corpo regionale dei vigili del fuoco ha inviato 347 soccorritori, accompagnati da 82 mezzi e 15 cani da ricerca. A questi si sono aggiunti oltre 300 agenti di polizia, incaricati di controllare gli edifici danneggiati, assistere la popolazione e trasferire gli abitanti nelle aree considerate più sicure.

Le autorità hanno attivato i protocolli di emergenza e predisposto tende e strutture temporanee per ospitare chi non può tornare nella propria abitazione. Per molte famiglie, la priorità è trovare un riparo mentre proseguono le verifiche sulla stabilità degli edifici e resta alta la preoccupazione per possibili nuove scosse.

Disagi anche alla ferrovia Qinghai-Tibet

Il terremoto non ha colpito soltanto le abitazioni e le infrastrutture locali, ma ha provocato conseguenze anche sul sistema dei trasporti. Alcuni tratti della ferrovia Qinghai-Tibet sono stati temporaneamente chiusi per permettere ai tecnici di verificare le condizioni dei binari e delle strutture interessate dal sisma.

I treni che si trovavano già in viaggio sono stati fermati in luoghi sicuri, mentre alcune corse dirette a Golmud hanno accumulato ritardi. Le verifiche sulle infrastrutture sono necessarie per evitare che eventuali danni possano compromettere la sicurezza della circolazione ferroviaria.

Le interruzioni rappresentano un’ulteriore difficoltà in una regione dove le distanze sono considerevoli e le condizioni geografiche possono complicare i collegamenti. Il ripristino della normale circolazione dipende dall’esito dei controlli tecnici sulle linee e sulle strutture coinvolte.

Perché il Tibet è una zona ad alto rischio sismico

Il terremoto si è verificato in un’area caratterizzata da una forte attività sismica. Il fenomeno è legato alla collisione tra la placca indiana e quella eurasiatica, un processo geologico che nel corso di milioni di anni ha contribuito alla formazione dell’Himalaya e dell’altopiano tibetano.

Secondo quanto riportato dai media cinesi, la scossa di giovedì è la più forte registrata nel Paese dal gennaio 2024. Un dato che riporta l’attenzione sulla vulnerabilità di questa parte dell’Asia, dove i terremoti possono avere conseguenze particolarmente gravi nei centri abitati situati in territori remoti e difficili da raggiungere.

Un precedente recente risale al 7 gennaio 2025, quando un terremoto di magnitudo 6,8 colpì la contea di Tingri, nella parte occidentale del Tibet. In quell’occasione, il bilancio fu di almeno 126 morti, oltre a numerosi edifici danneggiati e crollati.

Ancora più drammatico quanto accaduto nel 2010 a Yushu, nella provincia cinese del Qinghai. Il terremoto, di magnitudo 7,1, provocò almeno 2.698 vittime. Episodi che mostrano quanto gli eventi sismici possano trasformarsi in emergenze devastanti in questa regione, dove l’altitudine, la distribuzione degli abitati e le difficoltà logistiche incidono direttamente sulla capacità di intervento dei soccorritori.

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