
Un’ulteriore accelerazione giudiziaria investe il dossier sulla vendita di San Siro: un’operazione coordinata dalla Guardia di Finanza è scattata tra uffici pubblici e ambienti legati alle società calcistiche coinvolte. Gli accertamenti, disposti dall’autorità giudiziaria, puntano a verificare la regolarità di atti e passaggi amministrativi connessi alla gestione e alla possibile cessione dello storico impianto milanese.
Al centro dell’attività investigativa ci sono acquisizioni di documenti e verifiche su procedure che, secondo quanto si apprende, sarebbero considerate rilevanti per ricostruire la sequenza degli eventi e i ruoli dei soggetti intervenuti. L’obiettivo è delineare con precisione il perimetro delle decisioni assunte e la cornice in cui si è sviluppata l’operazione legata allo stadio.
Le perquisizioni e le richieste di materiale riguardano più fronti, in un contesto in cui San Siro rappresenta da anni un tema delicato: per la sua valenza sportiva e simbolica, ma anche per l’impatto su urbanistica, investimenti e pianificazione cittadina. L’inchiesta, in questa fase, si concentra su presunte irregolarità collegate alla gestione del dossier e alle interlocuzioni tra ambito pubblico e privato.
Gli investigatori stanno operando in diverse sedi e abitazioni riconducibili a persone che, a vario titolo, avrebbero avuto responsabilità istituzionali o incarichi manageriali. Le attività sono finalizzate a raccogliere elementi utili, compresi atti amministrativi, corrispondenza e documentazione tecnica ritenuta significativa ai fini dell’accertamento.

Perquisizioni tra Comune e realtà societarie collegate ai club
Le perquisizioni risultano in corso presso il Comune di Milano e nella sede della M-I Stadio, la società partecipata da AC Milan e Inter che si occupa della gestione dell’impianto. Gli accertamenti si estendono inoltre a indirizzi privati collegati a ex dirigenti e consulenti che avrebbero lavorato su aspetti amministrativi e progettuali.
Tra i nomi indicati figurano anche esponenti che in passato hanno ricoperto ruoli rilevanti a Palazzo Marino. In particolare, risultano interessati gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, oltre al direttore generale del Comune Christian Malangone, citati nell’ambito dell’attività di acquisizione e verifica di atti ritenuti utili dagli inquirenti.
L’inchiesta: il provvedimento del gip e le acquisizioni documentali
L’attività investigativa, condotta dalla Gdf, è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Roberto Crepaldi, che ha accolto una richiesta presentata dalla Procura. Il provvedimento autorizza una serie di acquisizioni di documenti ritenuti determinanti per chiarire i contorni dell’operazione e l’eventuale presenza di profili di irregolarità.
In questa fase, l’attenzione è concentrata sulle modalità con cui sarebbe stata gestita la prospettiva di cessione dell’impianto e sugli elementi che hanno accompagnato l’evoluzione del progetto. L’accertamento mira a ricostruire, in modo lineare, il rapporto tra passaggi amministrativi, valutazioni tecniche e interlocuzioni tra soggetti pubblici e privati.
Secondo quanto emerge, gli investigatori stanno puntando a raccogliere materiale utile a ricostruire il percorso decisionale: dai fascicoli interni alle società, fino agli atti conservati negli archivi comunali. Si tratta di una raccolta che, nelle intenzioni, dovrebbe consentire di definire cronologia, competenze e responsabilità, distinguendo i diversi livelli di partecipazione alle scelte relative al destino dello stadio.
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