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Terremoto proprio ora: zona colpita e magnitudo

Perché l’Albania è una zona ad alto rischio sismico

L’Albania si colloca in uno dei tratti geologicamente più delicati del Mediterraneo. Qui l’incontro e la pressione continua di diverse placche tettoniche rendono il sottosuolo particolarmente dinamico, con energia che si accumula lungo faglie attive e viene periodicamente rilasciata.

In particolare, il Paese si trova nell’area di contatto fra la placca Eurasiatica e la placca di Adria, mentre la spinta della placca Africana verso nord contribuisce a modificare senza sosta gli equilibri della crosta terrestre. Un processo lento, invisibile in superficie, ma in grado di generare terremoti di diversa intensità.

Alla complessità del quadro contribuiscono anche le spinte legate all’Appennino, alle Dinaridi e alle Albanidi. È una sorta di pressione costante tra grandi strutture geologiche, secondo quanto riportato dalle ricostruzioni scientifiche, che interessa sia le aree costiere sia diverse zone interne.

Le fasce affacciate sull’Adriatico e sullo Ionio risultano tra quelle maggiormente esposte, senza che possano essere escluse le porzioni dell’entroterra attraversate dalle principali faglie. Per questo ogni segnalazione viene seguita con prudenza e con particolare attenzione.

Terremoti in Albania: una storia lunga duemila anni

Il sisma registrato nelle ultime ore è molto distante, per energia e conseguenze, dagli eventi più drammatici che hanno segnato la storia dell’Albania. Eppure conferma una realtà conosciuta da secoli: questo territorio convive con una sismicità documentata da circa duemila anni.

Le testimonianze più antiche risalirebbero al 57, quando un forte terremoto investì la zona di Durazzo. Nei secoli successivi si sono verificati numerosi episodi rilevanti, alcuni oltre magnitudo 6.0, con danni gravi e vittime.

Tra gli eventi storici più significativi viene ricordato quello del 1° giugno 1905, stimato a magnitudo 6.6. Più vicino nel tempo, il 26 novembre 2019, un sisma di magnitudo 6.5 colpì la costa settentrionale, nei pressi di Durazzo e Thumanë: morirono 51 persone e il terremoto fu percepito anche in varie regioni dell’Italia meridionale.

Al momento, la scossa di magnitudo 3.8 non avrebbe provocato criticità. Resta però il segnale di una terra in continuo movimento, in una delle zone più sismiche dell’intero bacino mediterraneo. Gli aggiornamenti e gli eventuali ulteriori accertamenti saranno determinanti per definire con precisione il quadro dell’evento.

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