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Terremoto, scossa fortissima: paura enorme. “Il rischio più grande arriva ora”

Sismografo con tracciato della scossa di terremoto

Una scossa improvvisa e molto intensa ha colpito il nord-est del Giappone, facendo oscillare edifici e arredi in pochi istanti e spingendo molte persone a cercare riparo o a uscire all’aperto. La percezione del movimento è stata netta in diverse aree, con un rapido aumento della tensione nelle zone più esposte.

Subito dopo il sisma è scattato il segnale che, in questi casi, determina la massima attenzione: l’allarme tsunami. Le comunicazioni di emergenza sono state diramate con urgenza attraverso i canali ufficiali, mentre nelle aree costiere veniva richiesto di attenersi alle indicazioni operative previste dai protocolli.

Epicentro al largo di Sanriku: la zona più colpita

Secondo le informazioni disponibili, un terremoto di magnitudo 7.5 ha interessato la regione di Tohoku alle 16:53 di lunedì. L’evento ha portato le autorità a disporre un allarme tsunami per le prefetture di Hokkaido, Iwate e Aomori, con la possibilità di onde fino a tre metri.

La combinazione tra una scossa di questa entità e il rischio di variazioni improvvise del livello del mare impone una gestione rigorosa dell’emergenza: in particolare nelle località costiere, dove tempi e modalità di evacuazione risultano determinanti per ridurre l’esposizione al pericolo.

L’intensità registrata: i valori nelle prefetture

Per quanto riguarda l’intensità, nella prefettura di Aomori è stato riportato un livello pari a 5 superiore sulla scala sismica giapponese, che arriva fino a 7. Si tratta di un valore che, tipicamente, può provocare movimenti marcati degli oggetti non fissati e difficoltà a mantenere l’equilibrio in ambienti interni.

Nelle prefetture di Iwate e Miyagi l’intensità rilevata è stata di 5 inferiore. Anche in questo caso l’evento viene considerato significativo, soprattutto in relazione alla durata percepita e alla possibile interazione con le condizioni della costa.

Le misurazioni di intensità, distinte dalla magnitudo, consentono di comprendere meglio come l’evento sia stato avvertito localmente e di stimare, in modo più puntuale, dove concentrare verifiche strutturali, controlli su infrastrutture e interventi di assistenza.

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