
Un pomeriggio segnato dall’apprensione, poi la conferma più dolorosa. Su uno dei principali collegamenti autostradali italiani, un grave schianto ha fermato il traffico e lasciato spazio al lavoro dei soccorritori, mentre fuori dall’asfalto si allargava rapidamente il dolore di un’intera comunità.
Per ore sono proseguiti gli accertamenti delle forze dell’ordine, chiamate a chiarire la dinamica dell’impatto. Tuttavia, con il passare del tempo, la notizia ha assunto contorni sempre più drammatici: una figura molto conosciuta nel mondo delle imprese e dell’associazionismo non ce l’ha fatta.

Incidente A1: chi è la vittima dello schianto
La vittima è Cesare Cesarini, 70 anni, direttore di Confapi Terni, realtà che rappresenta le piccole e medie industrie della provincia. L’incidente è avvenuto nel primo pomeriggio di mercoledì 2 settembre sull’A1 Milano-Napoli, nel territorio di Ponzano Romano.
Prima dell’incarico in Confapi Terni, Cesarini aveva ricoperto ruoli di responsabilità in Telecom. Era inoltre impegnato nel Lions, organizzazione attiva nel volontariato e nel servizio alla comunità. La notizia della sua morte ha suscitato profonda commozione tra colleghi, amici e istituzioni.

Il cordoglio per Cesare Cesarini e il lavoro per le imprese
Dalla Regione è arrivato il messaggio della presidente Stefania Proietti e della Giunta Umbria: «Apprendiamo con dolore la notizia della scomparsa di Cesare Cesarini».
Nella nota viene ricordato il percorso professionale del direttore di Confapi Terni: «Cesarini ha messo le sue competenze, la sua capacità e la sua professionalità al servizio del tessuto produttivo del territorio – prosegue la nota – lavorando a stretto contatto con le imprese e dedicandosi ai temi dell’innovazione, della digitalizzazione e della formazione. Un impegno proficuo testimoniato anche dalla partecipazione a diverse iniziative dedicate alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale applicata al mondo produttivo».
Parole che raccontano un impegno costante, rivolto alla crescita delle aziende e alla formazione delle nuove generazioni. Un’eredità professionale che oggi viene ricordata da chi ha condiviso con lui progetti, idee e percorsi di lavoro.
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