Vigili del fuoco a Montecitorio e ventilazione dei locali
Per favorire il ricambio dell’aria e consentire la dispersione del fumo, le finestre della sala Miriam Mafai sono state aperte. L’impianto di aria condizionata è stato temporaneamente disattivato, così da evitare che l’odore e le particelle di fumo potessero essere ricircolati in altri ambienti.
L’attenzione si è concentrata soprattutto sulla bonifica dello spazio e sul controllo delle componenti elettriche presenti. Le verifiche dei vigili del fuoco hanno avuto l’obiettivo di escludere eventuali criticità residue dopo lo spegnimento.
Odore di bruciato anche nel Transatlantico della Camera
Il fumo e il forte odore acre non sono rimasti circoscritti alla sola sala stampa. L’odore di bruciato è stato avvertito anche nel Transatlantico, il corridoio di Montecitorio frequentato da deputati, ministri e giornalisti.
Gli allarmi antincendio sono rimasti attivi per un certo periodo, mantenendo alta l’attenzione nel palazzo. L’episodio ha causato disagi temporanei, legati alla chiusura della sala e alla necessità di arieggiare gli ambienti interessati.
Nessun ferito dopo il principio di incendio alla Camera
Non risultano persone ferite né danni rilevanti alla struttura della Camera dei deputati. L’emergenza si è conclusa dopo il contenimento del rogo e gli accertamenti effettuati sul posto.
La vicenda resta ora legata alle verifiche sul computer che ha generato il fumo. Al momento, il tempestivo intervento del personale e dei soccorsi ha evitato conseguenze più gravi.