Le ipotesi sul gesto del bambino di seconda elementare
Tra le piste al vaglio degli investigatori ci sarebbe anche quella di un possibile contrasto con altri alunni. Secondo una prima ipotesi, che dovrà essere verificata, il bambino potrebbe essere stato spinto da un compagno a portare il coltello dopo una lite. Non è escluso che il gesto possa essere ricondotto a una bravata o a una reazione maturata nel contesto di rapporti tra coetanei, ma si tratta al momento di ricostruzioni ancora da confermare.
I carabinieri potrebbero ascoltare insegnanti, genitori e compagni di classe per definire con precisione la dinamica. Sarà necessario stabilire quando il coltello sia stato collocato nello zaino, se il minore ne comprendesse l’effettiva pericolosità e se vi siano stati episodi precedenti utili a inquadrare il caso. L’assenza di un utilizzo dell’arma rappresenta un elemento rilevante, ma non riduce la necessità di chiarire fino in fondo quanto avvenuto.
Leggi anche: Sperona un’auto e aggredisce carabinieri, poi la folle scoperta: chi c’era a bordo
Accertamenti in corso nella scuola primaria
La vicenda riporta l’attenzione sull’importanza della collaborazione tra scuola e famiglie nella gestione di situazioni che coinvolgono bambini molto piccoli. In questo caso, la segnalazione di un alunno e il rapido controllo dell’insegnante hanno consentito di intercettare l’oggetto prima che potesse verificarsi qualsiasi conseguenza. La scuola, le forze dell’ordine e i servizi competenti proseguiranno ora gli accertamenti, mentre resta da chiarire ogni passaggio dell’episodio che ha scosso l’istituto di Trepuzzi.
