La norma FIFA richiamata durante la finale
La discussione ha riacceso l’attenzione su una disposizione introdotta dalla FIFA nel corso del torneo. In base a quanto riferito, coprirsi intenzionalmente la bocca durante uno scambio con un avversario può essere sottoposto a valutazione disciplinare in circostanze specifiche. La norma non prevede tuttavia un automatismo: spetta all’arbitro stabilire se vi siano elementi concreti per ravvisare una condotta sanzionabile.
Proprio questo aspetto è risultato decisivo nella gestione dell’episodio. Vinčić ha ascoltato le posizioni dei giocatori e ha valutato quanto accaduto senza adottare provvedimenti nei confronti di Cucurella. Secondo la valutazione del direttore di gara, il gesto era stato troppo breve e non presentava elementi sufficienti per giustificare un cartellino o un’altra sanzione.
La partita è quindi ripresa con l’Argentina in dieci uomini. La scelta dell’arbitro ha confermato che, anche in presenza di una segnalazione da parte di un calciatore, l’eventuale applicazione della norma resta legata alla dinamica effettiva, alla durata del comportamento e al contenuto che l’ufficiale di gara riesce concretamente a valutare.

Le reazioni dopo la decisione arbitrale
La vicenda tra Messi e Cucurella ha generato un ampio dibattito nel post partita, sia tra gli addetti ai lavori sia sui social network. L’ex difensore inglese Lee Dixon, impegnato nel commento della gara per ITV, ha espresso critiche verso l’iniziativa del capitano argentino, osservando che la richiesta di espulsione per un episodio di quel tipo avrebbe potuto incidere sul clima e sullo spirito della finale.
Anche una parte del pubblico ha commentato con toni molto duri l’accaduto. Tra i messaggi apparsi in rete sono comparsi i termini “Vergogna” e “pagliacciata”, riferiti al tentativo attribuito a Messi di ottenere un provvedimento contro l’avversario. Le reazioni, come spesso accade nelle grandi partite internazionali, hanno evidenziato letture opposte della stessa sequenza.
Sulla stessa linea critica si sono collocati Wayne Rooney e Joe Hart. Rooney ha ricondotto il gesto a un momento di frustrazione, maturato dopo l’espulsione di Enzo Fernández e nel pieno di una finale particolarmente tesa. Hart, ex portiere del Manchester City, ha invece giudicato l’atteggiamento del numero 10 argentino poco adatto al profilo e all’esperienza di un giocatore del suo livello.