La ricostruzione dei fatti e lo sconforto
Stando a una prima e ancora parziale ricostruzione effettuata dalle forze dell’ordine, il trentaduenne si sarebbe chiuso all’interno del bagno del comando di Polizia Locale. Proprio in quel locale, dove è stato poi successivamente rinvenuto, avrebbe puntato l’arma d’ordinanza contro se stesso premendo il grilletto. Alcune testimonianze raccolte tra le persone a lui vicine indicano che l’uomo stava attraversando un periodo complesso a causa di alcuni problemi personali. Già nella mattinata della stessa giornata, i colleghi d’ufficio lo avevano notato particolarmente turbato e silenzioso, ma nessuno avrebbe mai potuto immaginare che quel malessere diffuso potesse sfociare in un epilogo così drammatico e irreversibile.
L’intero episodio ha gettato la comunità locale in un profondo stato di shock e incredulità. I carabinieri della Compagnia di Chiari si sono recati immediatamente sul posto e hanno provveduto a isolare completamente l’area circostante l’edificio del comando per consentire lo svolgimento delle attività investigative senza interferenze esterne. All’interno degli uffici sono entrati in azione i militari della Scientifica, incaricati di effettuare tutti i rilievi tecnici utili a confermare la traiettoria del colpo e l’esatta dinamica dello sparo. Per coordinare l’intera attività d’indagine e fare piena luce sulla vicenda è intervenuto personalmente il sostituto procuratore Carlo Milanesi, che ha assunto la direzione degli accertamenti giudiziari sul caso.