
Il silenzio, questa volta, è sceso su un campo da basket. Dove fino a poco tempo fa c’erano allenamenti, rincorse e il rumore del pallone sul parquet, oggi resta il dolore per una giovane atleta scomparsa troppo presto. La sua morte, arrivata a soli 17 anni, ha colpito profondamente tutto il movimento cestistico italiano.
Era conosciuta per il sorriso, per la voglia di esserci e per quella determinazione che nello sport può fare la differenza. Una battaglia lontana dai riflettori ha però interrotto un percorso che sembrava appena iniziato, lasciando sgomenti compagne di squadra, allenatori e chiunque ne avesse incrociato il cammino.

Anna Mellano morta a 17 anni: il lutto nel basket italiano
La giovane atleta era Anna Mellano, giocatrice del Basket Venaria. La notizia della sua scomparsa è stata diffusa attraverso i canali ufficiali della Federazione Italiana Pallacanestro, che ha espresso la vicinanza dell’intero movimento alla famiglia e alla società coinvolta.
Anna aveva coltivato la sua passione con serietà e naturale entusiasmo, mostrando fin dai primi anni qualità importanti. Il basket rappresentava un luogo di crescita, di amicizia e di obiettivi condivisi: proprio per questo, la sua assenza viene percepita come un vuoto difficile da spiegare.

La malattia e quella lotta definita “Un male ingiusto”
Nel comunicato dedicato alla ragazza viene ricordata la forza con cui aveva affrontato la malattia, descritta come un “male ingiusto”. La Federazione ha sottolineato che “Anna ha lottato con la stessa determinazione che ha sempre dimostrato sul parquet”. Parole che restituiscono l’immagine di una ragazza capace di affrontare anche la prova più dura senza smarrire il proprio spirito.
Il suo talento aveva già attirato l’attenzione nell’ambiente azzurro. Mellano aveva infatti indossato la maglia della Nazionale Under 15 durante il Torneo dell’Amicizia disputato a Varese, confermando doti atletiche, fisiche e umane apprezzate da chi l’aveva vista giocare e crescere.
La prospettiva era quella di un futuro ancora da costruire, passo dopo passo. Poi, quando la strada agonistica sembrava pronta ad aprirsi davanti a lei, è arrivata una situazione che ha cambiato ogni priorità. Il parquet ha dovuto lasciare spazio alle cure e alla speranza.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva
