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Traghetto con 350 passeggeri affonda: almeno 15 morti e decine di dispersi

Bilancio provvisorio: 316 soccorsi e i primi corpi recuperati

Le autorità hanno riferito che almeno 316 persone sono state soccorse. Molti dei superstiti sono stati condotti inizialmente a Baluk-baluk e successivamente trasferiti a Isabela, capoluogo della provincia di Basilan, dove sono arrivati anche i primi corpi recuperati.

«Al molo stiamo accogliendo decine di persone, ma purtroppo due sono già arrivate senza vita», ha dichiarato il governatore provinciale Mujiv Hataman, descrivendo le condizioni delle prime ore dopo l’incidente.

Indagine sulle cause dell’incidente e verifiche pre-partenza

Le cause dell’incidente non sono ancora state chiarite. Le autorità hanno annunciato l’apertura di un’indagine e hanno precisato che il traghetto era stato ispezionato prima della partenza e che non risultava sovraccarico.

Gli accertamenti dovranno ricostruire la sequenza degli eventi e verificare le condizioni tecniche dell’imbarcazione al momento della navigazione.

Sicurezza del trasporto marittimo nelle Filippine: un tema ricorrente

Il naufragio riporta l’attenzione sui rischi legati al trasporto marittimo nelle Filippine, arcipelago composto da oltre 7.000 isole, dove i collegamenti via mare sono essenziali. In diverse aree, soprattutto quelle più isolate, gli incidenti navali continuano a rappresentare una criticità, con episodi collegati a condizioni meteo improvvise, manutenzione insufficiente e controlli non sempre continui.

Il precedente del Dona Paz e la memoria dei grandi disastri navali

La tragedia avvenuta al largo di Basilan richiama anche un precedente particolarmente grave nella storia del Paese: nel 1987 il traghetto Dona Paz affondò dopo una collisione con una petroliera, causando oltre 4.300 morti. È considerato il peggior disastro navale in tempo di pace mai registrato.

Le ricerche dei dispersi proseguono, mentre le autorità aggiornano progressivamente il bilancio e gli sviluppi dell’indagine sull’affondamento.

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