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Tram deragliato, la scoperta sull’autista che potrebbe cambiare tutto: cosa succede

Le scarpe sequestrate per verificare la dinamica

Per verificare la versione fornita dal tranviere, la Procura di Milano ha disposto il sequestro di un elemento apparentemente secondario ma ritenuto importante per le indagini: le scarpe che l’autista indossava il giorno dell’incidente.

Gli investigatori vogliono accertare se presentino segni compatibili con l’urto di una sedia a rotelle, circostanza che potrebbe confermare il racconto del conducente. Parallelamente sono state acquisite anche le cartelle cliniche relative al ricovero in ospedale, così da verificare le reali condizioni fisiche dell’uomo subito dopo lo schianto.

Secondo il suo avvocato, Benedetto Tusa, il conducente sarebbe profondamente provato da quanto accaduto: «È provato, sta male. È talmente scosso che non riesce a guardare le immagini».

Autopsia e analisi delle telecamere del tram

L’indagine della Procura si muove su più fronti. Il 5 marzo 2026 al Palazzo di Giustizia di Milano è stato conferito l’incarico ai consulenti tecnici per effettuare l’autopsia sulle due vittime, programmata per il giorno successivo all’Istituto di Medicina legale di piazza Gorini.

Parallelamente verranno analizzate le immagini registrate dalle telecamere installate sul tram. Tra queste c’è anche quella rivolta verso il conducente, anche se la normativa sulla tutela dei lavoratori limita la registrazione continua durante il servizio.

Nei prossimi giorni è previsto anche un passaggio cruciale dell’inchiesta: gli accertamenti irripetibili sulla scatola nera del tram e sul telefono dell’autista, che potrebbero chiarire se si sia trattato di una distrazione, di un errore umano oppure di un guasto tecnico.

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La testimonianza della compagna di una delle vittime

Tra le persone ascoltate dagli investigatori c’è anche Flores Calderon, compagna di Ferdinando Favia. La donna, rimasta ferita nello schianto, è stata dimessa dall’ospedale Fatebenefratelli e successivamente convocata dalla Polizia locale per fornire la sua testimonianza.

Assistita dall’avvocato Stefano Benvenuto, ha raccontato quei momenti drammatici vissuti a bordo del tram.

Secondo il suo racconto, il mezzo stava viaggiando a velocità molto elevata: «Il tram andava fortissimo. Poi il caos, urlavano tutti».

La donna ha spiegato di essere stata aiutata dal compagno durante gli istanti successivi all’impatto. Poco dopo avrebbe perso conoscenza e non ricorderebbe più nulla di ciò che è accaduto.

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