Il contesto familiare e le dichiarazioni del padre
Il padre avrebbe dichiarato agli investigatori di non aver compreso in tempo la reale dimensione del coinvolgimento delle figlie nel gioco online. L’uomo ha riferito che, se avesse avuto maggiore consapevolezza della situazione, non avrebbe consentito che l’attività digitale assumesse un ruolo così predominante.
Secondo quanto riportato nella ricostruzione, negli ultimi anni le tre minori avrebbero progressivamente interrotto la frequenza scolastica, trascorrendo molto tempo in casa.
Indagini della polizia: nessun nesso certo con il gioco online
L’episodio è avvenuto a Ghaziabad, in India. La polizia ha precisato che, allo stato attuale, non risulta un collegamento certo e diretto tra il gioco online e il gesto. Gli accertamenti mirano a definire con precisione le circostanze familiari e il quadro emotivo precedente alla tragedia.
La recente limitazione dell’uso dei telefoni cellulari viene considerata un elemento da valutare nell’insieme dei fatti, senza che sia indicata come unica causa.
Le verifiche ancora in corso e le reazioni nella comunità
Il vicecommissario incaricato ha spiegato che saranno necessari ulteriori riscontri per chiarire l’intera dinamica. Nel frattempo, l’episodio ha avuto un forte impatto su vicini e comunità locale, in attesa degli esiti delle indagini. Nel frattempo resta il dolore della famiglia e della comunità. Quella accaduta a Ghaziabad è una tragedia che costringe tutti a fermarsi, a riconoscere la fragilità dell’equilibrio emotivo in età adolescenziale, la complessità dei legami familiari, il peso silenzioso che può accumularsi dietro gesti apparentemente ordinari. Una vicenda che lascia solo macerie emotive e un senso profondo di smarrimento, perché di fronte alla morte di tre ragazze così giovani non esiste spiegazione che possa davvero bastare.