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“Trovati così”: la drammatica scoperta dopo lo schianto aereo

La zona impervia e la discesa dei soccorritori

I tecnici del Soccorso alpino sono stati calati con il verricello da circa 45 metri di altezza, insieme all’aerosoccorritore dell’Aeronautica militare. Una volta raggiunto il terreno, hanno seguito la scia dei detriti sparsi nella boscaglia fino al luogo dell’impatto.

Il punto individuato si trova in località Laghicello, nei pressi di un piccolo invaso naturale nel territorio di Fuscaldo. La situazione ha richiesto particolare attenzione, sia per l’asperità del percorso sia per la necessità di preservare l’area in vista dei successivi rilievi investigativi.

L’ultraleggero è stato trovato quasi completamente carbonizzato. I suoi resti risultavano disseminati su un’ampia porzione di bosco, un quadro che, secondo quanto emerso sul posto, evidenzia la violenza dello schianto e l’entità dei danni subiti dal mezzo.

Recuperate le salme, disposta l’autopsia

Dopo il ritrovamento, sul luogo dell’incidente sono intervenute le squadre del Soccorso alpino, dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri forestali e del Soccorso alpino della Guardia di finanza. Le diverse componenti hanno operato per mettere in sicurezza l’area, effettuare i primi rilievi e organizzare il recupero.

Le salme di Carlo Arnulfo e Angela Buccico sono state recuperate in serata dall’équipe di medicina legale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Catanzaro, diretta dalla dottoressa Isabella Aquila. Sui corpi sarà eseguita l’autopsia disposta dalla Procura, nell’ambito degli accertamenti previsti.

L’esame medico-legale rappresenta uno degli atti necessari per definire con maggiore precisione le circostanze dell’incidente. Le verifiche proseguiranno parallelamente all’analisi dei resti dell’ultraleggero e del materiale recuperato nella zona dello schianto.

Inchiesta della Procura di Paola sulle cause dello schianto

Sulla caduta dell’ultraleggero la Procura della Repubblica di Paola ha aperto un’inchiesta. Il procuratore Domenico Fiordalisi ha svolto un sopralluogo sul posto e ha disposto l’interdizione di una vasta area, così da consentire lo svolgimento delle operazioni senza interferenze.

Gli investigatori dovranno esaminare il relitto, i frammenti distribuiti nel bosco e la scatola nera, indicata tra gli elementi che potrebbero fornire dati utili sugli ultimi momenti del volo. Al momento, non sono state rese note conclusioni sulle possibili cause della caduta.

Il velivolo era partito dal campo volo di Capo d’Orlando, in provincia di Messina, e avrebbe dovuto raggiungere l’aviosuperficie di Sibari, nel territorio di Cassano allo Ionio. Il tragitto e le condizioni del mezzo saranno oggetto di approfondimento nell’ambito dell’indagine.

La Procura intende affidare un incarico tecnico per verificare le possibili cause dell’incidente, eventuali responsabilità colpose e il corretto funzionamento dei dispositivi di sicurezza del biposto. Agli accertamenti parteciperanno un componente dell’Aeronautica militare e un ingegnere nominato dalla stessa Procura. Le risposte definitive dipenderanno dagli esiti delle analisi e delle perizie disposte nelle prossime fasi dell’inchiesta.

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