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Truffa del finto carabiniere: l’anziana capisce il raggiro e fa scattare la trappola (VIDEO)

Anziana di 88 anni smaschera la truffa e chiama il 112

L’88enne non ha ceduto alla pressione. Ha scelto una strategia diversa: apparentemente collaborare, ma in realtà prendere tempo e avvisare chi avrebbe potuto intervenire.

La donna ha infatti contattato il 112, chiedendo l’intervento dei carabinieri mentre continuava a gestire la conversazione con il falso militare. Una decisione che ha permesso ai veri investigatori di preparare rapidamente un intervento.

I militari del Nucleo Operativo e della Stazione Roma Trionfale sono arrivati sul posto e, d’intesa con la vittima, hanno predisposto un dispositivo di osservazione dentro e fuori lo stabile. L’obiettivo era attendere che la messinscena arrivasse al momento decisivo: quello in cui il presunto incaricato sarebbe comparso per ritirare il bottino.

Non è un dettaglio secondario. In casi analoghi, proprio la tempestiva chiamata al 112 ha consentito ai carabinieri di intervenire prima che i truffatori riuscissero ad allontanarsi con denaro e preziosi. È quanto emerge anche da diversi interventi dell’Arma registrati nel 2026, a conferma di uno schema criminale ricorrente.

Arrestata a Roma la giovane che doveva ritirare i gioielli

Il momento decisivo è arrivato intorno alle 16. A quel punto, una giovane si è presentata alla porta dell’abitazione dell’anziana per ritirare quanto richiesto dal falso Maggiore. La donna, secondo la ricostruzione fornita, era una 20enne originaria di Napoli, incensurata, ritenuta responsabile del raggiro.

Il piano preparato dai truffatori prevedeva che fosse proprio lei a trasformare la telefonata in un danno concreto: ritirare materialmente i preziosi e portarli via. Ma sul pianerottolo non ha trovato la strada libera.

Quando l’anziana le ha consegnato il sacchetto contenente i gioielli, sono entrati in azione i carabinieri. La giovane è stata bloccata immediatamente, prima che potesse allontanarsi dallo stabile. L’intervento ha consentito di recuperare l’intera refurtiva, poi restituita alla legittima proprietaria.

La dinamica ricorda altri episodi recenti nei quali le forze dell’ordine hanno lasciato che il presunto corriere arrivasse fino all’abitazione della vittima, predisponendo un intervento nel momento della consegna. A Milano, ad aprile, un’anziana aveva collaborato con la Polizia per far arrestare un uomo arrivato a ritirare gioielli e contanti; anche in quel caso gli agenti erano rimasti nascosti nell’abitazione e avevano atteso il momento della consegna.

La giovane arrestata a Roma è stata quindi condotta nelle aule giudiziarie di piazzale Clodio. Il Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto e, secondo le informazioni contenute nella ricostruzione dell’episodio, ha pronunciato una condanna a un anno e quattro mesi, con pena sospesa, per truffa aggravata ai danni di persone anziane.

La vicenda riporta così al centro anche il tema della prevenzione. Il copione può cambiare nei dettagli — un figlio coinvolto in un incidente, una rapina, un arresto o presunti accertamenti sui gioielli — ma la leva utilizzata dai truffatori rimane spesso la stessa: creare paura, imporre fretta e impedire alla vittima di verificare. L’Arma raccomanda invece di non consegnare mai soldi o preziosi a persone che si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine e, davanti a richieste sospette, di contattare immediatamente il 112.

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