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Trump, follia pura: “Bloccate i loro conti correnti!”. Migliaia di persone nel panico

Le parole di Scott Bessent: la verifica della cittadinanza

In un’intervista televisiva, Scott Bessent ha affermato che le banche dovrebbero prepararsi a raccogliere più informazioni sulla cittadinanza dei propri clienti. «Le banche farebbero meglio a prepararsi al compito di raccogliere i dati sulla cittadinanza dei clienti. Gli immigrati clandestini non hanno il diritto di accedere al sistema bancario», ha dichiarato.

Il segretario ha collegato la misura al principio del know your customer, sostenendo la necessità di conoscere non solo l’identità dei correntisti, ma anche la loro posizione sul territorio nazionale. «Perché cittadini stranieri sconosciuti possono venire e aprire un conto in banca?. Il lavoro dei dirigenti bancari è conoscere i clienti. Come si fa a conoscerlo se non si sa se ha uno status legale o illegale?», ha aggiunto.

Quali sono oggi le regole per aprire un conto negli Stati Uniti

Le procedure attualmente in vigore nel sistema bancario statunitense si basano su strumenti normativi come il Bank Secrecy Act del 1970, che impone alle banche obblighi di identificazione per prevenire il riciclaggio di denaro e altre attività illecite.

In parallelo, la disciplina del know your customer richiede agli istituti di raccogliere dati utili a riconoscere i correntisti. Tuttavia, le regole non imporrebbero in modo generalizzato un controllo formale sullo status di regolarità nel Paese.

È su questo aspetto che l’amministrazione Trump intenderebbe intervenire, introducendo un ulteriore livello di verifica.

FinCEN e il possibile intervento senza riforma legislativa

Tra le opzioni considerate vi sarebbe anche un ruolo del Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), l’agenzia del Dipartimento del Tesoro incaricata di applicare le norme del Bank Secrecy Act.

Le regole attribuirebbero all’agenzia un margine operativo che, in base alle ipotesi circolate, potrebbe consentire l’introduzione di nuove disposizioni senza dover necessariamente passare da una riforma completa. Questo permetterebbe un intervento più rapido sulle condizioni di accesso ai servizi bancari.

Donald Trump durante un evento pubblico negli Stati Uniti

I costi per le banche e le possibili conseguenze operative

L’eventuale rafforzamento dei controlli comporterebbe anche un impatto economico per gli istituti di credito. In base a una stima dell’American Action Forum, l’adeguamento ai nuovi obblighi potrebbe avere un costo compreso tra 2,6 e 5,6 miliardi di dollari.

Oltre alla dimensione dei costi, viene segnalata anche una possibile ricaduta sul monitoraggio dei flussi: ridurre l’accesso ai conti correnti per alcune categorie di persone potrebbe rendere più complessa la tracciabilità delle attività finanziarie, limitando uno strumento utilizzato per seguire movimenti di denaro all’interno del sistema.

Un tema tra sicurezza, regole e accesso ai servizi finanziari

La proposta si inserisce in un equilibrio delicato tra l’obiettivo dichiarato di rafforzare controlli e trasparenza e le difficoltà operative che potrebbero derivare dall’applicazione di requisiti più stringenti.

Al momento il provvedimento risulta ancora in fase di elaborazione. Se dovesse essere adottato, potrebbe modificare in modo significativo il rapporto tra immigrazione, banche e regolamentazione del sistema finanziario negli Stati Uniti.

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