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Trump-Meloni, perché è cominciato lo scontro: il video virale

Governo Meloni, la risposta di Tajani e la strategia del silenzio

Di fronte ai nuovi attacchi, Giorgia Meloni ha scelto di non replicare. Dopo il duro botta e risposta del fine settimana, la presidente del Consiglio avrebbe deciso di non alimentare ulteriormente la polemica.

A prendere posizione è stato invece il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che in un’intervista al Corriere della Sera ha ribadito la posizione italiana: “Bisogna abbassare i toni e lavorare. La politica estera non si fa con le offese e gli ultimi attacchi immotivati, a cui è stato sacrosanto rispondere”.

Tajani ha inoltre sottolineato che l’Italia mantiene un rapporto strategico con Washington, ma senza rinunciare alla propria autonomia politica. “Essere alleati leali degli Usa, come siamo, non significa rinunciare alla nostra sovranità”. Da qui la frase destinata a diventare uno dei simboli di questa vicenda: “Alleati ma non sudditi”.

Nel frattempo, da Palazzo Chigi arrivano segnali di normalizzazione. Resterebbe infatti confermata la partecipazione dei ministri italiani alle celebrazioni dell’Independence Day in programma il 4 luglio a Villa Taverna, sede dell’ambasciata americana a Roma. L’obiettivo del governo è evitare che lo scontro personale si trasformi in una crisi strutturale nei rapporti tra i due Paesi. Mentre i cittadini italiani e americani assistono impotenti all’escalation delle tensioni tra i due leader, cresce la curiosità sulle cause che hanno portato a questa rottura. E un video circolato nelle ultime settimane starebbe alimentando una delle ipotesi più discusse.

Governo Meloni, l’ipotesi del video virale che avrebbe irritato Trump

Tra le ipotesi circolate nelle ultime ore emerge anche quella legata a un filmato diventato virale durante il recente vertice del G7. Nel video si vede Giorgia Meloni mentre conversa con Donald Trump, gesticolando in maniera marcata e puntando l’indice verso il presidente americano.

Secondo quanto riportato da Fanpage e rilanciato anche da Leggo, alcuni commenti apparsi sui social network hanno interpretato quelle immagini come una sorta di rimprovero della premier italiana nei confronti del leader statunitense. Su X numerosi utenti hanno esaltato il “carattere della donna italiana” che non avrebbe avuto timore di confrontarsi con “l’uomo più potente del mondo”.

Si tratta di una ricostruzione che resta sul piano delle ipotesi, ma che viene considerata da alcuni osservatori come una possibile spiegazione dell’irritazione manifestata successivamente da Trump. Il presidente americano, del resto, era arrivato al summit di Evian con un atteggiamento particolarmente assertivo, sintetizzato dalla frase pronunciata davanti ai cronisti: “I’m the boss”, “sono io il capo”. Un approccio che ha caratterizzato più volte la sua esperienza politica e diplomatica, sia negli Stati Uniti sia nei principali appuntamenti internazionali.

Parallelamente, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha escluso possibili conseguenze economiche derivanti dallo scontro politico, sostenendo che i rapporti commerciali tra Italia e Stati Uniti restano solidi e che il Made in Italy continua a registrare risultati positivi sul mercato americano.

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