Dal rapporto stretto alle divergenze pubbliche
La fase di maggiore sintonia era emersa dopo il ritorno di Trump alla Casa Bianca. Nell’aprile 2025, durante un incontro con la presidente del Consiglio, il capo dell’amministrazione americana aveva definito Meloni una persona fantastica e aveva parlato di un rapporto «grande» tra Stati Uniti e Italia.
In quella stessa occasione Trump aveva anche detto che Meloni era diventata una sua amica. Quelle dichiarazioni avevano delineato un quadro di vicinanza personale, oltre che di interlocuzione tra due governi impegnati su questioni di rilievo internazionale. Successivamente, però, le differenze su alcuni dossier avevano portato il confronto su un terreno più complesso.
Le parole pronunciate ora dal presidente americano riportano il rapporto su registri meno conflittuali. Trump ha infatti scelto di richiamare direttamente la qualità del legame con la premier italiana, senza entrare nel merito delle contestazioni avanzate in precedenza né indicare nuovi sviluppi sui temi che avevano generato le divergenze.

Il quadro dei rapporti tra Roma e Washington
La dichiarazione della Casa Bianca va letta nel contesto di una relazione che, secondo quanto più volte sostenuto dalle istituzioni italiane, non dipende soltanto dall’intesa tra i rispettivi leader. I rapporti tra Roma e Washington comprendono infatti interlocuzioni politiche e diplomatiche che proseguono anche quando emergono differenze nelle valutazioni dei singoli governi.
Al momento, il nuovo commento di Trump rappresenta soprattutto un segnale di distensione sul piano pubblico. Il presidente ha sintetizzato così la sua posizione: «Il mio rapporto con lei è molto buono. Mi è sempre piaciuta». Una formula che chiude, almeno nelle dichiarazioni rivolte ai giornalisti, una fase caratterizzata da critiche e contrasti visibili.
