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Tumore al colon, l’allarme: boom di casi tra gli under 50. A cosa fare attenzione

L’importanza dell’alimentazione nei primi anni di vita

Un altro elemento considerato centrale è l’alimentazione nei primi 10-12 anni di vita, una fase cruciale per lo sviluppo di un microbiota intestinale sano. Alterazioni precoci dell’equilibrio batterico intestinale potrebbero favorire, negli anni successivi, processi di infiammazione cronica e predisposizione alla carcinogenesi.

A questo si aggiunge la crescente attenzione verso l’esposizione a microplastiche e nanoplastiche, ormai presenti in acqua, alimenti e ambiente. Gli studi stanno inoltre analizzando l’impatto di alcune tossine batteriche genotossiche, come la colibactina prodotta da Escherichia coli pks+ e la Cat del Campylobacter jejuni, associate allo sviluppo e alla progressione dei tumori del colon e del pancreas.

I fattori di rischio tradizionali restano decisivi

Accanto ai nuovi fattori emergenti, restano determinanti anche i fattori di rischio classici. Obesità, sovrappeso e diabete continuano a giocare un ruolo rilevante nello sviluppo dei tumori, soprattutto attraverso uno stato di infiammazione cronica di basso grado che può favorire i processi oncologici.

Queste condizioni sono sempre più diffuse tra i giovani, contribuendo a spiegare, almeno in parte, l’abbassamento dell’età di insorgenza delle neoplasie gastrointestinali. Gli oncologi sottolineano come la combinazione tra fattori tradizionali e nuovi elementi ambientali renda il quadro complessivo ancora più complesso.

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Screening anticipati e nuove strategie di cura

Alla luce dell’aumento dei casi prima dei 50 anni, il Consiglio d’Europa ha già raccomandato l’anticipazione dei programmi di screening oncologico, in particolare per i tumori del colon e della mammella. In Italia, alcune Regioni hanno avviato programmi pilota per valutare l’efficacia di controlli più precoci.

Il Policlinico Gemelli, che solo nell’ultimo anno ha preso in carico oltre 64 mila pazienti oncologici, ha messo al centro del proprio piano di sviluppo un approccio integrato basato su diagnostica multiomica, sperimentazione di nuove terapie biologiche e immunoterapiche e utilizzo dei big data clinici. Un modello che punta a una medicina sempre più personalizzata e a un miglioramento continuo dei percorsi di cura, con un impatto diretto anche sulla diagnosi precoce nei pazienti più giovani.

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