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Tumori, boom di casi per le donne al lavoro: le categorie a rischio

Il ruolo dell’INAIL e le richieste del sindacato

Al centro del dibattito c’è anche il ruolo dell’INAIL, chiamato a gestire le tutele per gli infortuni e le malattie professionali.

La CGIL sottolinea la necessità di un cambio di passo, chiedendo un maggiore investimento delle risorse per aumentare le indennità e facilitare il riconoscimento delle patologie legate al lavoro. Secondo il sindacato, le risorse disponibili derivano in gran parte dai contributi versati da lavoratori e lavoratrici, e dovrebbero essere reinvestite per migliorare il sistema di tutela.

Controlli e prevenzione: carenze strutturali

Un altro punto critico riguarda il sistema di vigilanza. Gli organismi preposti ai controlli, come i servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro e l’Ispettorato nazionale del lavoro, vengono indicati come sottodimensionati rispetto alle esigenze.

La carenza di personale limita la capacità di effettuare controlli capillari e di intervenire tempestivamente in situazioni a rischio. Questo aspetto incide direttamente sulla prevenzione, che resta uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’incidenza delle malattie professionali.

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Un fenomeno in crescita che richiede interventi strutturali

L’aumento delle denunce tra le lavoratrici nel Lazio rappresenta un segnale chiaro di criticità nel mondo del lavoro. Il dato non riguarda solo la salute individuale, ma riflette condizioni organizzative, carichi di lavoro e livelli di sicurezza che necessitano di interventi mirati.

Il quadro delineato dall’indagine evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione, migliorare i sistemi di riconoscimento e garantire maggiori tutele, in un contesto in cui il lavoro femminile appare sempre più esposto a rischi spesso sottovalutati.

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