
Arriva una svolta inattesa in uno dei procedimenti giudiziari più discussi degli ultimi anni all’interno dello Stato della Chiesa. Il processo legato all’acquisto del controverso immobile londinese della Santa Sede cambia improvvisamente direzione dopo una decisione che potrebbe riscrivere l’intero percorso giudiziario. La notizia riguarda direttamente il procedimento che aveva coinvolto, tra gli altri, il cardinale Angelo Becciu e che aveva portato a una condanna in primo grado.
La decisione è arrivata dalla Corte d’appello dello Stato della Città del Vaticano, presieduta da Alejandro Arellano Cedillo, che con un’ordinanza di sedici pagine ha accolto una delle eccezioni di nullità sollevate dalle difese degli imputati. Il risultato è un passaggio procedurale destinato ad avere effetti immediati: il processo dovrà essere rinnovato.
Al centro della questione c’è un documento firmato da Papa Francesco nel luglio 2019, un atto ritenuto determinante per lo sviluppo dell’inchiesta e per i poteri attribuiti all’accusa.

Il nodo del rescritto firmato dal Papa
Il provvedimento contestato è un rescritto papale datato 2 luglio 2019. Attraverso questo documento erano stati conferiti poteri molto ampi al promotore di giustizia Alessandro Diddi, che ha guidato l’indagine sul caso. Il rescritto consentiva all’accusa di procedere con indagini, istruttorie e misure cautelari senza il passaggio del giudice istruttore previsto dalle procedure ordinarie della giustizia vaticana.
Secondo i giudici della Corte d’appello, questa scelta procedurale incide direttamente sulle garanzie riconosciute agli imputati. Proprio per questo motivo è stata ritenuta fondata l’eccezione di nullità presentata dalle difese. La conseguenza è rilevante: il dibattimento dovrà essere rinnovato, perché alcune fasi dell’indagine potrebbero risultare compromesse dal punto di vista procedurale.
Processo da rifare, ma non si torna al primo grado
La decisione non comporta però un ritorno alla fase iniziale del procedimento. In base alle regole dello Stato della Città del Vaticano, il processo ripartirà direttamente davanti alla stessa Corte d’appello.
Il nuovo calendario è già stato stabilito. La prossima udienza è fissata per il 22 giugno, mentre entro il 30 aprile 2026 l’accusa dovrà depositare tutti gli atti dell’indagine nella loro versione integrale. Questo passaggio è considerato fondamentale per consentire alle difese di esaminare completamente il materiale e garantire un pieno contraddittorio tra le parti.
La decisione assume un peso particolare anche perché, secondo diversi osservatori, è la prima volta che un atto di questo tipo viene dichiarato inefficace in un procedimento giudiziario vaticano.
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