
Doveva essere una semplice pausa forzata, uno di quegli imprevisti che si risolvono con una telefonata e un po’ di pazienza. Invece, in pochi minuti, quel luogo neutro e anonimo — fatto di luci fredde, passi veloci e attese silenziose — si è trasformato in un teatro dell’orrore.


C’è un corridoio qualsiasi, c’è una porta che si chiude alle spalle di due persone, c’è la normalità che per un istante sembra reggere. Poi qualcosa si incrina. E quando la quiete si spezza, lo fa con un rumore che nessuno vorrebbe mai sentire, lasciando dietro di sé sgomento, domande e un dolore che non ha spiegazioni immediate. (Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva…)