Fermo per Alessandro Carminucci dopo l’interrogatorio
Il giovane è stato ascoltato dagli inquirenti della Procura di Lanciano con l’assistenza di un legale d’ufficio. Al termine dell’interrogatorio, riporta Roma Today, è stato disposto il fermo con l’accusa di omicidio volontario.
Carminucci è stato trasferito nel carcere di Lanciano e si trova sotto stretta sorveglianza, considerate le valutazioni sul possibile rischio di gesti autolesionistici. Sul corpo dell’anziana, intanto, è stata ordinata l’autopsia.
L’esame autoptico dovrà fornire elementi utili sulle lesioni e contribuire a definire con maggiore precisione la dinamica del delitto. Un passaggio centrale nelle indagini su una vicenda che ha gettato nella preoccupazione l’intera comunità.

Chi è il nipote fermato per l’omicidio della nonna
Alessandro Carminucci viveva a Roma, nel quartiere Collatino, insieme al padre e alla sorella. Aveva conseguito a novembre una laurea in Ingegneria alla Sapienza e frequentava il corso magistrale di Ingegneria Aerospaziale.
Il 25enne trascorreva spesso alcuni periodi ad Altino dalla nonna e, secondo quanto riferito da persone che lo conoscevano, il rapporto tra i due sarebbe stato molto stretto. Era arrivato in Abruzzo dopo aver trascorso del tempo a Londra dalla zia.
Il sindaco di Altino lo ha descritto come un ragazzo educato e riservato. È stato inoltre ricordato il dolore affrontato dopo la morte della madre, avvenuta circa sette anni fa. Alcuni familiari avrebbero riferito che negli ultimi tempi seguiva un percorso con uno specialista per affrontare difficoltà psicologiche.
Chi era Gilda Di Giuseppe, la vittima dell’omicidio
Gilda Di Giuseppe, vedova di 89 anni, aveva lavorato al Ministero delle Poste. Pur vivendo da anni a Roma, nella zona di Cinecittà, ogni estate tornava nel suo paese d’origine, Altino, dove era conosciuta e stimata.
Nei giorni della tragedia si trovava nella casa di famiglia anche in vista di un incontro previsto per Ferragosto. La sua morte ha profondamente scosso parenti, amici e residenti del piccolo centro abruzzese.
Indagini sull’omicidio di Altino: movente ancora senza conferme
I carabinieri stanno raccogliendo le testimonianze di familiari e conoscenti per ricostruire le ore precedenti all’omicidio. Al momento non emergono conferme sul motivo che avrebbe portato alla tragedia.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori vi sarebbe quella di una lite, ma nessuna pista è stata accertata. Le analisi, l’autopsia e i successivi riscontri investigativi saranno decisivi per chiarire cosa sia avvenuto nella villetta di contrada Briccioli.