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Colpo di scena in Ucraina, arriva l’annuncio choc: “Si è dimesso”

Le dimissioni e il nuovo incarico operativo all’interno della Sbu

Nonostante l’addio alla massima carica della Sbu, Vasyl Malyuk ha chiarito che non intende uscire dall’apparato statale né interrompere il proprio contributo alle attività di sicurezza nazionale. «Rimarrò all’interno del sistema Sbu», ha affermato nel messaggio ufficiale, precisando che il suo futuro ruolo sarà rivolto all’implementazione di operazioni speciali asimmetriche di livello mondiale, con l’obiettivo dichiarato di «infliggere il massimo danno al nemico». Il riferimento alle operazioni speciali asimmetriche richiama un tipo di azione non convenzionale, che si colloca al confine tra le operazioni coperte di intelligence, la guerra ibrida e le attività di sabotaggio mirato. In un conflitto come quello ucraino, tali interventi possono comprendere, ad esempio, attacchi alle linee logistiche avversarie, operazioni di intelligence avanzata, iniziative cyber e azioni mirate per ostacolare la capacità militare del nemico al di fuori dei tradizionali fronti di combattimento.

Le parole di Malyuk confermano dunque la volontà di mantenere un ruolo operativo di alto profilo all’interno della strategia di difesa e intelligence dell’Ucraina. Sebbene non sia più a capo della struttura, il suo coinvolgimento in questo ambito fa pensare a una continuità nelle attività a più elevato contenuto operativo e tecnologico, soprattutto nel settore delle operazioni segrete e delle azioni non convenzionali. Dal punto di vista organizzativo, il fatto che un ex direttore della Sbu resti inserito nel sistema con una funzione legata alle operazioni speciali conferma l’importanza attribuita da Kiev a questo tipo di strumenti. In una guerra lunga e complessa, la capacità di colpire il nemico attraverso azioni asimmetriche e mirate rappresenta infatti uno degli elementi chiave della pianificazione strategica.

Le offerte di Zelensky e le ipotesi di rilancio istituzionale

Secondo quanto riportato da vari media ucraini, tra cui testate nazionali con fonti vicine all’amministrazione presidenziale, il capo dello Stato Volodymyr Zelensky avrebbe proposto a Vasyl Malyuk un passaggio verso un nuovo incarico di alto livello all’interno delle istituzioni. Tra le possibilità circolate, viene citata in particolare la guida del Servizio di intelligence estero o un ruolo decisivo nel Consiglio per la sicurezza nazionale.

Queste funzioni avrebbero comportato un cambiamento di prospettiva per Malyuk, spostandolo da un incarico prevalentemente operativo e interno a una posizione più orientata al coordinamento strategico e alla definizione delle linee guida complessive della sicurezza ucraina. Il passaggio a un ruolo nel Consiglio per la sicurezza nazionale, ad esempio, avrebbe significato una partecipazione diretta alle decisioni di vertice sul coordinamento tra forze armate, servizi di intelligence e istituzioni governative. Nonostante la rilevanza di tali ipotesi, secondo le informazioni riportate dalla stampa, Malyuk avrebbe deciso di rifiutare queste proposte, preferendo mantenersi all’interno della struttura operativa dei Servizi di Sicurezza dell’Ucraina. La scelta evidenzia una preferenza per un coinvolgimento diretto sul terreno delle operazioni piuttosto che per un incarico a prevalente dimensione politica o di indirizzo generale.

La decisione di non assumere ruoli ulteriori, pur restando all’interno del sistema, sottolinea il legame tra la figura di Malyuk e la dimensione più concreta del lavoro di intelligence e di controspionaggio. In un contesto bellico, la linea di demarcazione tra funzione politica e funzione operativa è particolarmente sensibile, e il rifiuto di incarichi più istituzionali alimenta l’attenzione sugli equilibri interni al settore della sicurezza.

Palazzo istituzionale ucraino legato alla sicurezza nazionale e ai servizi di intelligence
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro diplomatico

Una transizione delicata per la Sbu in pieno conflitto

Le dimissioni di Vasyl Malyuk arrivano in un momento particolarmente critico del conflitto con la Russia, in cui la sicurezza interna ucraina continua a svolgere un ruolo centrale nella difesa complessiva del Paese. La Sbu è chiamata a gestire contemporaneamente il contrasto alle attività di spionaggio, il monitoraggio delle minacce interne, la protezione delle infrastrutture strategiche e il coordinamento di operazioni speciali in sinergia con le altre componenti della difesa. La sostituzione del capo dei Servizi di Sicurezza dell’Ucraina in una fase così complessa rappresenta quindi una transizione sensibile. Resta da chiarire chi assumerà formalmente la guida della Sbu e in quali tempi verrà definito il nuovo vertice, elemento che avrà ripercussioni non solo sull’organizzazione interna dell’agenzia, ma anche sui rapporti con le altre strutture di sicurezza e con la leadership politica.

Il futuro assetto della Sbu potrebbe incidere in modo significativo sul bilanciamento tra leadership politica e apparati di intelligence. In una situazione di guerra prolungata, la collaborazione e la chiarezza dei ruoli tra Presidenza, governo, forze armate e servizi di sicurezza sono fondamentali per garantire rapidità ed efficacia nelle decisioni, limitando i rischi di sovrapposizioni o di vuoti di comando.

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