
Un’ondata di cordoglio attraversa la politica italiana dopo la scomparsa di Umberto Bossi, morto all’età di 84 anni all’ospedale di Circolo di Varese. Figura centrale della Seconda Repubblica, il “Senatùr” è stato uno dei protagonisti più influenti degli ultimi decenni, capace di cambiare profondamente il linguaggio e le dinamiche della politica italiana.
La notizia ha immediatamente acceso il dibattito pubblico e istituzionale, con messaggi di cordoglio arrivati da tutti gli schieramenti. Un segnale chiaro di quanto la figura di Bossi, nel bene e nel male, abbia segnato un’epoca.

Il messaggio di Giorgia Meloni: “Ha segnato una fase importante”
Tra le prime reazioni, quella della premier Giorgia Meloni, che ha voluto ricordare il ruolo storico del leader leghista: «Umberto Bossi, con la sua passione politica, ha segnato una fase importante della storia italiana e ha dato un fondamentale apporto alla formazione del primo centrodestra. In questo momento di grande dolore, sono vicina alla famiglia e alla sua comunità politica».
Un messaggio istituzionale ma significativo, che sottolinea il peso avuto da Bossi nella costruzione dell’area politica che ancora oggi governa il Paese.
Salvini, Tajani e il centrodestra: il ricordo del “Capo”
Arriva dopo oltre un’ora il messaggio di Matteo Salvini, oggi segretario federale della Lega: «Avevo 17 anni quando ti ho incontrato e mi hai cambiato la vita… il tuo immenso popolo ti rende omaggio». Un ricordo personale e politico insieme, che ribadisce il legame diretto tra Bossi e l’attuale classe dirigente del partito.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani lo definisce «leader storico e fondatore della Lega», ricordando anche il rapporto con Silvio Berlusconi e il ruolo avuto nel cambiamento politico del Paese.
Le parole degli avversari: rispetto trasversale
Non solo alleati. Anche esponenti dell’opposizione hanno voluto rendere omaggio a Bossi. Pierluigi Bersani lo ha definito «l’avversario più dignitoso», mentre Matteo Renzi ha parlato di «uno dei protagonisti più rilevanti della politica italiana degli ultimi trent’anni».
Parole che evidenziano un elemento chiave: al di là delle divisioni politiche, Bossi viene riconosciuto come una figura centrale della storia repubblicana recente.
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