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“Un inferno…”. Principe Harry, la voce rotta dal pianto: esplode davanti a tutti. Cosa è successo adesso

Elton John, Sadie Frost e Liz Hurley tra i ricorrenti

Non è solo il principe Harry ad aver scelto di rivolgersi ai giudici. Alla stessa iniziativa legale hanno aderito anche figure note come Elton John, Sadie Frost e Liz Hurley. Si tratta di un fronte comune che intende evidenziare come le presunte condotte contestate alla stampa non sarebbero episodi isolati, ma parte di un sistema ritenuto ripetuto nel tempo.
Le personalità coinvolte accusano il gruppo editoriale di aver oltrepassato i confini accettabili dell’attività giornalistica, facendo ricorso a metodi di raccolta delle notizie che, secondo la loro ricostruzione, non rispettano le garanzie fondamentali della vita privata.

Immagine di archivio legata al caso giudiziario del principe Harry

La deposizione di Harry: “Hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto”

Nel momento conclusivo della sua deposizione, il principe Harry ha illustrato in modo particolarmente dettagliato gli effetti che, a suo dire, la costante attenzione mediatica avrebbe avuto sulla sua vita familiare. Con la voce rotta dal pianto, il duca di Sussex ha descritto le conseguenze dirette su sua moglie Meghan Markle.

In aula, Harry ha affermato: “Continuano a perseguitarmi, hanno reso la vita di mia moglie un inferno assoluto“. Secondo la sua ricostruzione, la copertura mediatica su Meghan sarebbe stata caratterizzata fin dall’inizio da una narrazione negativa, con un impatto significativo sulla loro quotidianità e sulla loro permanenza nel Regno Unito.

Meghan Markle e il principe Harry insieme durante un evento pubblico

Accuse di stalking e richiesta di scuse ufficiali

Durante l’udienza presso l’Alta Corte di Londra, il principe Harry ha inoltre respinto le contestazioni secondo cui avrebbe fornito informalmente informazioni a una giornalista del gruppo, Charlotte Griffiths. Il duca di Sussex ha parlato esplicitamente di stalking e di una pressione continua esercitata dai media, che avrebbe contribuito a creare un contesto giudicato insostenibile e a determinare la decisione della coppia di allontanarsi dalla vita ufficiale nella capitale britannica.

La domanda avanzata in giudizio dai ricorrenti non si limita a un’eventuale richiesta di risarcimento economico. Al centro della class action vi è l’obiettivo di ottenere, da parte del gruppo editoriale, “le scuse e un riconoscimento di responsabilità”. Tale richiesta è indicata come elemento essenziale per affermare un principio di responsabilità rispetto alle modalità con cui vengono raccolte e trattate le informazioni personali.

Un caso che può incidere sui confini tra stampa e privacy

L’azione promossa dal principe Harry e dagli altri personaggi coinvolti viene considerata, in ambito giuridico e mediatico, un procedimento potenzialmente rilevante per la definizione dei rapporti futuri tra stampa britannica e diritto alla riservatezza. L’esito del processo potrebbe contribuire a chiarire, in sede giudiziaria, fino a che punto la ricerca di notizie su figure pubbliche possa spingersi senza violare le tutele previste per la vita privata.

In questo contesto, la richiesta di scuse ufficiali e di un riconoscimento di responsabilità da parte del gruppo editoriale assume un valore simbolico oltre che giuridico, ponendo l’attenzione sul bilanciamento tra interesse pubblico all’informazione e protezione della sfera personale dei soggetti coinvolti.

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