Garlasco, la contestazione di Milo Infante su computer e scarpe
Nel corso della discussione, Milo Infante ha contestato la ricostruzione fornita da Cassese, richiamando quanto avvenuto il 14 agosto 2007, dopo l’interrogatorio di Stasi. Il giornalista ha affermato: “Il 14 siete entrati in casa di Stasi, gli avete chiesto le scarpe e ve l’ha date, gli avete chiesto il computer e ve l’ha dato. Adesso non si può sentire che non era sotto sequestro e che è stato un atto volontario. Tutti questi atti volontari, alla fine, al processo d’Appello Bis, diventano il modo di Stasi per inquinare e depistare le indagini. Avete devastato il 78% del contenuto del computer, è stato modificato il 78% del contenuto. Non diciamo però che avete cercato di preservare le prove. Questo no”.
Cassese ha replicato distinguendo la perquisizione effettuata presso il domicilio di Stasi da una perquisizione nei suoi confronti: “Il 14 mattina non abbiamo fatto una perquisizione a carico di Stasi, ma una perquisizione presso il domicilio di Stasi alla ricerca di materiale riconducibile a Chiara. In quella circostanza ci ha dato scarpe e computer”.
Infante ha però obiettato: “È stato un trucco. Vada indietro con la memoria, se vuole ci riesce. La dottoressa Muscio non vi avrebbe mai autorizzato una perquisizione a carico di Stasi. Ma quali prove cercavate? Erano fidanzati da 4 anni”. L’ex comandante ha risposto: “Noi siamo andati là con un decreto, non di iniziativa. Noi siamo andati là col pm sul posto”.
“Voi cercavate le prove della colpevolezza di Alberto #Stasi” #Infante #Garlasco #quartarepubblica https://t.co/kPxgviB4gd
— Quarta Repubblica (@QRepubblica) October 19, 2026
Le scarpe di Stasi e il nodo della consegna spontanea
Il confronto si è poi concentrato sulle scarpe consegnate da Stasi agli investigatori. Infante ha ribadito la propria posizione con queste parole: “Lei ci sta dicendo che il 14 agosto 2007, dopo un interrogatorio di 13 ore, siete andati a cercare prove del passaggio della sua fidanzata con cui stava da 4 anni? Voi cercavate le prove della colpevolezza di Stasi. Mi spieghi perché gli avete chiesto le scarpe? Perché lui le consegna? Nel 2026 mi sta dicendo che voi non avete chiesto le scarpe a Stasi? Stasi è un pazzo che consegna volontariamente delle scarpe che voi non avete chiesto? Questa è la notizia di questa sera?”.
Per Cassese, invece, la circostanza va letta nel contesto delle operazioni compiute quel giorno: “Allora, io chiedo a lei: secondo lei noi facciamo aprire un armadio ma prendiamo solo alcune scarpe e non tutte, solo quelle che ci consegna Stasi?”. Infante ha concluso con una replica sarcastica: “Ma davvero? Non avete chiesto voi le scarpe a Stasi? Le ha portate lui perché le pasticcerie erano chiuse e non voleva venire con le mani in mano?”.
Il caso Garlasco e i dubbi sulle prime attività investigative
Lo scontro televisivo non incide sugli esiti giudiziari già definiti, ma riporta l’attenzione su alcuni aspetti delle prime indagini del caso Garlasco: l’acquisizione dei reperti, l’accesso ai dati informatici e la natura della consegna di computer e scarpe. Sono elementi che, a quasi vent’anni dall’uccisione di Chiara Poggi, continuano ad alimentare il confronto pubblico sull’inchiesta.

