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“Esc****i per terra, negli armadi…”. Vacanza da incubo per la famiglia italiana: “Non andateci mai”

Check-in e camera: le prime criticità segnalate

Secondo quanto riferito da Helga, al momento del check-in la famiglia avrebbe dovuto attendere prima di poter accedere alle camere. Alle difficoltà iniziali si sarebbero aggiunti la mancata consegna immediata delle chiavi e degli asciugamani. “Siamo arrivati la mattina ma le camere comunque non sarebbero state consegnate prima delle 14”, ha raccontato, descrivendo un’attesa trascorsa sui divanetti della struttura.

Una volta entrata nella stanza, la turista avrebbe riscontrato condizioni che ha giudicato non adeguate. Nel suo racconto vengono citati polvere, sabbia, capelli e mobili danneggiati, elementi che avrebbero richiesto un intervento di pulizia più accurato. “La camera era sporca, sembrava che non fosse stata pulita profondamente dall’inizio della stagione. Ho segnalato la cosa e intanto ho pulito un po’ con le salviette umide che avevo con me. Quando ho sbattuto i tappetini che si trovavano ai lati dei letti è uscita sabbia, sporco, polvere, capelli, di tutto. Anche sui letti c’erano capelli di altri ospiti e gli armadi erano sporchi e mezzi rotti”.

La segnalazione più grave riguarda il bagno della camera. Helga sostiene che le condizioni igieniche avrebbero impedito alla famiglia di utilizzare subito il servizio. “Il bagno era impraticabile. C’erano escrementi sulle piastrelle del bagno, schizzi di orina. Non abbiamo fatto la doccia quel giorno perché faceva veramente schifo”. Le dichiarazioni rappresentano la ricostruzione fornita dalla cliente nell’ambito della contestazione avviata al rientro.

Piscina e spazi comuni sotto osservazione

La vacanza in Tunisia, nel racconto della protagonista, non sarebbe migliorata neppure nei giorni successivi. Le contestazioni avrebbero riguardato anche la piscina e le aree condivise del villaggio, con particolare attenzione alle procedure di pulizia osservate al mattino, quando Helga si recava in anticipo a cercare i posti per i figli.

“La mattina andavo in piscina molto presto per prendere i posti per quando sarebbero arrivati i miei figli, e così ho potuto vedere come avveniva la pulizia della piscina in quelle ore: un inserviente metteva lo straccio nella piscina e poi spazzava il pavimento circostante, usando la piscina come una sorta di secchio per il mocio”. Anche questo episodio è stato inserito nel quadro delle carenze denunciate dalla viaggiatrice.

La turista ha inoltre riferito che gli asciugamani messi a disposizione per la piscina sarebbero stati in cattive condizioni, mentre alcuni lettini avrebbero presentato danni. “In generale per la piscina davano asciugamani mezzi rotti, bucati, macchiati, anche i lettini erano rotti. La pulizia in questa struttura non era assolutamente adeguata”. Per Helga, la situazione complessiva avrebbe compromesso la serenità del soggiorno della famiglia.

Costi aggiuntivi e colazione ridotta prima del rientro

Oltre alle criticità legate alla struttura, nel reclamo è finita anche la questione economica. Helga dichiara di avere sostenuto una spesa compresa tra 4.280 e 4.300 euro per il viaggio, a cui si sarebbe aggiunta una tassa di soggiorno versata direttamente all’arrivo. “Ho pagato tra i 4.280 e 4.300 euro, ma non sapevo che nella cifra non era compresa la tassa di soggiorno, Una volta arrivata in struttura ho pagato altri 102 euro. Forse era scritto da qualche parte nel contratto che ho firmato, ma non era esplicitato in maniera chiara”.

L’ultimo giorno di permanenza avrebbe fatto registrare un ulteriore disservizio. In base alla ricostruzione della donna, numerosi ospiti in partenza per l’aeroporto avrebbero trovato una colazione insufficiente rispetto al numero delle persone presenti. “Eravamo circa 120-150 persone ad avere il pullman per l’aeroporto quella mattina, ma nella sala della colazione per noi non c’era niente. Solo due vassoi di affettati e baguette. Non c’erano yogurt, cereali, toast, brioche”.

Reclamo al tour operator e tempi di risposta

Dopo il rientro in Italia, Helga ha avviato la procedura di contestazione, allegando alla segnalazione il materiale fotografico disponibile. La turista afferma di avere contattato gli uffici dell’operatore subito dopo l’atterraggio, ricevendo indicazioni sui tempi necessari per presentare il reclamo. “Lunedì 3 appena atterrata ho chiamato subito gli uffici del tour operator e mi hanno detto che il reclamo può essere fatto soltanto 24 ore dopo il rientro, mercoledì quindi ho richiamato e ho compilato l’apposito form online, allegando dove potevo anche le foto. Ora si prendono 45 giorni per rispondere, è pazzesco!”.

La pratica è quindi in attesa di una risposta. In casi analoghi, il monitoraggio della documentazione raccolta durante il viaggio, dalle fotografie alle ricevute fino alle comunicazioni inviate alla struttura e all’organizzatore, può essere utile per ricostruire in modo puntuale i fatti contestati. La vicenda della famiglia mantiene alta l’attenzione sulla qualità dei servizi turistici e sulle procedure previste per chiedere chiarimenti o eventuali rimborsi quando la vacanza non corrisponde alle condizioni promesse.

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