Le proteste a Milano e il clima dei giorni precedenti
La freddezza del pubblico milanese non è arrivata del tutto inaspettata. Nei giorni precedenti alla cerimonia, JD Vance era già finito al centro delle critiche durante un corteo organizzato venerdì mattina contro la presenza a Milano dell’ICE, la polizia anti-immigrazione americana. L’agenzia federale è stata recentemente oggetto di forti contestazioni per i metodi utilizzati nelle deportazioni di migranti irregolari, soprattutto dopo gli ultimi fatti avvenuti a Minneapolis. In questo contesto, la presenza del vicepresidente USA in città aveva già acceso il dibattito politico e sociale.
Reporter: JD Vance got booed during the opening ceremony in Italy.
— Clash Report (@clashreport) February 7, 2026
Trump: It’s surprising because people like him. Well, I mean he is in a foreign country, in all fairness, but he doesn’t get booed in this country. pic.twitter.com/ljqRaQAtqb
Il retroscena su Macron e le tensioni diplomatiche smentite
Nei giorni scorsi si era parlato anche di un presunto imbarazzo diplomatico legato all’assenza del presidente francese Emmanuel Macron dalla cerimonia. Secondo alcune indiscrezioni, Macron non avrebbe voluto sedere accanto a JD Vance. Una ricostruzione che è stata rapidamente smentita, ma che ha contribuito ad alimentare il clima di tensione intorno alla figura del vicepresidente americano e alla sua partecipazione all’evento olimpico.
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Fischi anche per Israele, applausi per l’Ucraina
JD Vance non è stato l’unico bersaglio del dissenso del pubblico. Durante la sfilata delle delegazioni, anche Israele è stata accolta da fischi. La delegazione israeliana, composta da quattro persone, ha fatto il suo ingresso sventolando la bandiera nazionale e sorridendo, mentre dagli spalti si levavano contestazioni poi rapidamente coperte dalla colonna sonora ad alto volume. Di segno opposto l’accoglienza riservata all’Ucraina, che ha ricevuto applausi e sostegno da parte dello stadio, confermando come la cerimonia inaugurale si sia trasformata in uno specchio delle tensioni geopolitiche attuali.